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FINI (Leonor) (1908-1996). Pittrice, litografa, scenografa teatrale e scrittrice francese di origini italiane. Figura singolare del surrealismo, Leonor Fini sviluppa un universo artistico popolato da sfingi, gatti e misteriose figure femminili. Per tutta la vita mantenne un rapporto appassionato con gli animali, in particolare con i gatti, onnipresenti sia nella sua vita quotidiana che nella sua opera. Lettera autografa firmata «Votre Leonor» indirizzata a Pierre Besse. S.l.n.d. [Nonza, Corsica, luglio 1965]. 3 pagine in folio, scritte a inchiostro verde. Busta autografa conservata, affrancata con tre francobolli da 30 centesimi, con timbri postali di Nonza del 15 luglio 1965. Bellissima lettera personale in cui Leonor Fini evoca con grande intensità il suo attaccamento ai gatti, il suo profondo smarrimento dopo una partenza e le sue preoccupazioni per la salute del suo corrispondente. L’artista inizia ringraziando Pierre Besse per le sue lettere, poi gli confida il suo stato d’animo particolarmente cupo: «Nell’ultima lettera ho parlato solo dei gatti – ne sono ossessionata – i Venemain sono partiti ieri e mi sono lasciata andare a uno stato di prostrazione – tristezza – disperazione [...] un pessimismo terribile. » Spiega che il temporale e il violento mistral accentuano il suo malessere e che non ha più voglia di dipingere. È particolarmente preoccupata per il comportamento di un gatto che sospetta minacci i più piccoli: «Temo che possa fare strage nella stanza dei tre piccoli perché vuole salire anche Mitzi – E ancora sto parlando dei gatti! » Questa preoccupazione rivela l’attaccamento quasi ossessivo di Leonor Fini ai suoi animali, di cui sorveglia ogni minimo comportamento. Si rivolge poi a Pierre Besse con affettuosa franchezza, rimproverandogli di non prendersi sufficientemente cura di sé: «Volevo chiederle perdono per non essermi interessata alle notizie sulla sua salute – per non averla rimproverata perché non si cura [...] so che non mi ascolterà – né nessun altro. » Gli consiglia di riposarsi e di prendersi una vacanza, prima di accennare alle novità che riguardano le persone a lei vicine. Racconta in particolare del cambiamento fisico di Margherita, che ha perso quattro chili in tredici giorni, e dell’imminente arrivo di Enrico. Conclude esprimendo la sua gratitudine verso due suoi cari, tra cui il pittore Stanislao Lepri: «Kot e Stanislao sono degli angeli per me – ieri erano terrorizzati dalla mia ostinata tristezza.» In un poscritto, accenna ancora a questioni relative all’allestimento della casa e chiede a Pierre Besse di aiutare sua madre a far installare delle reti metalliche, probabilmente destinate a proteggere i suoi gatti. Questa corrispondenza costituisce una testimonianza particolarmente vivida della personalità di Leonor Fini, della sua cerchia intima e del suo rapporto appassionato con gli animali. Lungi dall’essere una semplice lettera di cortesia, essa svela le sue preoccupazioni, i suoi momenti di malinconia e il ruolo essenziale che i suoi gatti occupano nella sua esistenza e nel suo equilibrio affettivo. Il riferimento a Stanislao Lepri, pittore e compagno dell’artista, nonché a Konstanty Jeleński, detto Kot, ne rafforza l’interesse biografico. Condizioni: Buone condizioni generali. Pieghe antiche, alcune sgualciture e lievi tracce di manipolazione. Busta conservata con francobolli e timbri postali.
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