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FINI (Leonor, detta Léonor) (1908-1996). Pittrice surrealista, litografa, scenografa teatrale e scrittrice francese di origini italiane. Figura di spicco del surrealismo, Leonor Fini sviluppa un universo singolare in cui si intrecciano onirismo, erotismo, metamorfosi e figure femminili enigmatiche. La sua opera esplora in particolare i rapporti tra desiderio, femminilità e inconscio. Lettera autografa indirizzata a «Caro Pierre» [Pierre Besse]. Nonza (Corsica), 18 giugno 1960. 5 pagine manoscritte numerate, formato in-4 grande, in inchiostro blu, su carta bianca. Busta autografa affrancata, con timbro postale di Nonza del 18 giugno 1960. La firma finale sembra essere «Leonor»; merita una verifica sull’originale. Bellissima e lunga lettera in cui Leonor Fini racconta, con la sua caratteristica libertà di tono, il suo soggiorno in Corsica, i preparativi per una scenografia teatrale, la sua vita con Stanislao Lepri e Margherita, e offre riflessioni particolarmente gustose sulla religione, la morale e la sensualità. Stabilitasi a Nonza, nel Capo Corso, Leonor Fini ringrazia il suo corrispondente per essersi preso cura di sua madre, rimasta a Parigi. Descrive con entusiasmo il suo trasferimento in riva al Mediterraneo: «Qui è tranquillo – isolato – soleggiato, il mare è proprio sotto – magnifico. » Racconta i primi giorni del suo soggiorno, caratterizzati dal trasporto e dall’allestimento delle sue cose, ma anche dai preparativi per una scenografia teatrale: «Oggi è la parte più divertente: rifinire, decorare, cucire, incollare, ecc.; una scenografia teatrale senza noia.» Gran parte della sua lettera è dedicata ai suoi compagni, Stanislao Lepri e Margherita, di cui descrive con umorismo i comportamenti e le preoccupazioni. Si diverte in particolare delle aspirazioni spirituali di Margherita, che contrappone al suo attaccamento ai piaceri terreni, al cibo e alla sensualità. L’artista sviluppa quindi una riflessione molto personale sulla storia religiosa del luogo, raccontando le abitudini degli antichi monaci e sottolineando il contrasto tra la loro esistenza e le regole morali che erano state loro imposte. Ritiene che un tempo i monaci vivessero: «Pienamente e armoniosamente – questo è certo. » Si rallegra inoltre dei suoi bagni, della vegetazione mediterranea e della felicità dei suoi gatti: « I gatti sono molto euforici – tornano a casa ricoperti di spighe – di erbe gigantesche, con cavallette in bocca. » Questa lettera offre una testimonianza intima particolarmente evocativa dell’universo personale di Leonor Fini, in cui si intrecciano creazione artistica, vita quotidiana, sensualità, ironia e fascino per gli animali. Leonor Fini occupò un posto singolare nel movimento surrealista, sviluppando un’opera dominata da figure femminili, creature ibride, gatti e rappresentazioni del desiderio. Realizzò inoltre numerose scenografie e costumi per il teatro e l’opera. Il suo soggiorno in Corsica, dove si recava regolarmente con i suoi cari, rappresentava un momento privilegiato di libertà e di creazione. Condizioni: Buone condizioni generali nonostante i segni di manipolazione. Pieghe antiche, sgualciture, lievi strappi marginali e alcune macchie di carta. Inchiostro blu ben conservato. Busta con francobollo e timbro postale conservati.
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