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Art Research Paris

158 - FINI (Leonor, detta Léonor) (1908-1996). Pittrice surrealista, litografa, scenografa teatrale e scrittrice francese di origini italiane, nata a Buenos Aires.

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FINI (Leonor, detta Léonor) (1908-1996). Pittrice surrealista, litografa, scenografa teatrale e scrittrice francese di origini italiane, nata a Buenos Aires. Lettera autografa firmata «Leonor» indirizzata a «Caro Pierre» [Pierre Besse]. S.l.n.d. [Nonza, Corsica, 9 agosto 1960, secondo il timbro postale]. 4 pagine in folio, scritte con inchiostro rosso su carta bianca. Busta autografa affrancata con francobollo e timbri postali di Nonza. Lettera molto interessante, particolarmente vivace e spontanea, in cui Leonor Fini rimprovera al suo corrispondente la mancanza di gratitudine per i regali ricevuti, menziona un vaso Gallé, alcune fotografie di mobili e numerosi problemi di consegna. Dalla sua residenza di Nonza, in Corsica, l’artista si rivolge al suo amico Pierre Besse per chiarire un malinteso. Quest’ultimo le avrebbe rimproverato di non averlo ringraziato per l’invio di un vaso e di fotografie di mobili. Leonor Fini reagisce con una certa veemenza: «Kot mi scrive che siete AMAREGGIATO perché non vi ho ringraziato per il vaso di Gallé e le foto dei mobili. » Lei assicura di avergli già inviato una lettera dedicata proprio a questi ringraziamenti, ma deplora gli imprevisti della posta tra la Corsica e la terraferma: «Che sfortuna, se proprio quella non è arrivata... » Si indigna quindi per l’atteggiamento del suo corrispondente, con una frase tanto diretta quanto caratteristica del suo temperamento: «Sylvia fa forse mangiare le lettere all’asino?» L’artista ricorda di aver sempre avuto cura di ringraziare i propri amici, esprimendo al contempo la sua concezione personale della generosità: «Ma imparate a essere davvero generosi e a non fare regali o gesti di gentilezza solo per ricevere dei ringraziamenti. » Nel corso della lettera, accenna anche a sua madre, alle difficoltà di comunicazione telefonica e ad alcune contrarietà familiari. Precisa di aver particolarmente apprezzato il vaso regalatole, la cui forma le ricordava quella di un oggetto antico: « L’incantevole vaso ha la forma di un “lacrymatorio”. » A questa descrizione si accompagna un progetto decorativo che rivela il suo gusto per gli oggetti d’arte: «Sognavo una stanzetta piena di vasi Gallet, ecc.» Conclude augurando al suo corrispondente buone vacanze, non senza un’ultima punta di ironia riguardo al suo «brutto» aspetto. Questa corrispondenza costituisce una testimonianza molto personale del carattere indipendente, appassionato e talvolta impulsivo di Leonor Fini, nonché del suo gusto per le arti decorative e gli oggetti antichi. Il riferimento al vaso di Gallé riveste un interesse particolare. Le creazioni di Émile Gallé e della Scuola di Nancy occupano un posto importante nella storia delle arti decorative, e questa lettera illustra l’attenzione che Leonor Fini riservava loro. L’artista soggiornava regolarmente in un antico convento a Nonza, a Capo Corso, circondata dai suoi cari, in particolare Stanislao Lepri e Konstanty Jeleński, detto Kot. Questo luogo divenne uno dei suoi principali rifugi estivi e un ambiente privilegiato per il suo lavoro e la sua corrispondenza. Condizioni: Segni di usura. Pieghe antiche, sgualciture e segni di manipolazione. Alcuni piccoli strappi marginali. La busta presenta strappi e lacune significative dovuti alla sua apertura. Scrittura a inchiostro rosso ben conservata, perfettamente caratteristica dell’artista.

Testo tradotto da DeepL.
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Asta

AUTOGRAFI E MANOSCRITTI, da Berlioz a Leonor Fini, due secoli di autografi e creazione
domenica 1 novembre
08:00 PM
174, rue du Faubourg Saint-Honoré
75008 Paris, Francia

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