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DELANNOY (Marcel) (1898-1962) Compositore e critico musicale francese, autore di numerose opere liriche, sinfoniche e colonne sonore. Manoscritto autografo intitolato «Quartetto in mi maggiore». Senza luogo né data [dopo il 1931]. 3 pp. in-8, in inchiostro nero, con numerose cancellature, correzioni, soppressioni e aggiunte autografe. Interessante manoscritto autobiografico e musicologico, redatto in terza persona, dedicato alla genesi, alla creazione e all’analisi del suo Quartetto in mi maggiore. Marcel Delannoy spiega di aver intrapreso la composizione di quest’opera già nel 1927, parallelamente alle sue opere liriche *Le Poirier de Misère* e *Le Fou de la Dame*. Presenta il quartetto come una sintesi delle sue ricerche musicali e delle diverse tendenze del suo stile compositivo. Evocherà le prime esecuzioni dell’opera, in particolare a cura del Quartetto Capelle, e poi la sua esecuzione davanti alla giuria di un festival internazionale, che gli valse un riconoscimento. Menzionerà inoltre la sua diffusione in Francia e all’estero, in particolare in America, a Strasburgo, Lione, Ginevra e Bruxelles. Particolarmente interessanti sono le riflessioni del compositore sul concetto di «musica pura», di cui denuncia gli abusi: «Per lui, la musica pura è innanzitutto diretta. O la si ama o non la si ama: tutto qui». Fornisce poi un’analisi dettagliata dei quattro movimenti del quartetto, descrivendone successivamente l’atmosfera, i temi e la struttura. Sottolinea in particolare il carattere tragico del terzo movimento, attraversato da temi «rigidi, funebri o epici», e la leggerezza del finale ispirato al ritmo delle danze francesi. Il manoscritto si conclude con alcune considerazioni relative all’equilibrio generale dell’opera, ai contrasti, alle proporzioni e ai rapporti tra i diversi movimenti. Preziosa testimonianza di prima mano sul pensiero estetico di Marcel Delannoy e sull’evoluzione della musica da camera francese nel periodo tra le due guerre. Numerose correzioni e revisioni autografe. Pieghe di vecchia data, macchie di ruggine, piccoli strappi marginali e tracce di vecchi fermagli metallici.
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