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Attribuito a Gaspard Dughet, detto Gaspard Poussin (italiano/francese, 1615-1675) Paesaggio in stile italiano con figura a riposo e montagne sullo sfondo olio su tela Senza cornice: 49 x 66,5 cm. (19 1/4 x 26 1/4 pollici) Con cornice: 62 x 80 cm. (24 1/2 x 31 1/2 pollici) Collezione del reverendo J. Cavalier-Chester, secondo l’etichetta apposta sul retro. Proprietà di un gentiluomo. Nato a Roma nel 1615, Gaspard Dughet entrò in contatto con l’ambiente artistico della Città Eterna sin dalla tenera età. Sua sorella aveva sposato il famoso pittore Nicolas Poussin nel 1630, e il giovane Gaspard andò a vivere e a fare l’apprendista nella bottega del cognato per i tre anni successivi, adottando il cognome del suo maestro.1 Incantato dalla Campagna romana, Gaspard dedicò tutta la sua carriera alla pittura di paesaggi rurali in stile italiano. Sebbene il suo stile possa essere descritto come una combinazione del classicismo di Poussin e dell’atmosfera poetica di Claude Lorrain, Gaspard non popolava le sue scene con figure religiose o mitologiche.2 Sono invece presenti cacciatori, viaggiatori e pastori impegnati nelle loro attività quotidiane, o talvolta nessuna figura. I paesaggi di Gaspard furono molto richiesti sia durante la sua vita che dopo la sua morte. Realizzò affreschi per vari palazzi in tutta Roma, e una sala che porta il suo nome nel Palazzo Doria Pamphilj espone più di una dozzina delle sue tele di grandi dimensioni. La fama di Gaspard continuò ben oltre il XVIII secolo, quando i collezionisti del Grand Tour acquistarono i suoi dipinti in gran numero e li portarono in Inghilterra per esporli in maestose dimore di campagna. Altrettanto espliciti nella loro ammirazione per l’opera di Gaspard furono le figure di spicco della pittura paesaggistica britannica. John Constable una volta affermò che i dipinti di Gaspard Dughet «racchiudono il più alto livello di sensibilità mai visto nella pittura di paesaggio – una tale unione di studio paziente e mente poetica».³ La composizione del presente dipinto richiama diverse opere di Dughet ora conservate in varie istituzioni e collezioni private. L’uso di un albero per incorniciare il lato sinistro della scena, insieme allo specchio d’acqua incastonato tra scogliere rocciose sormontate da edifici, richiama una tela conservata al Columbus Museum of Art (n. inv. 1981.001) e di un’altra messa all’asta da Sotheby’s a Londra nel 1981,⁴ mentre una figura sdraiata simile in primo piano compare in un dipinto conservato a Burghley House (n. inv. PIC462). Riferimenti 1J. Bryant, Kenwood: Paintings in the Iveagh Bequest (Swindon 2012), p. 40 2J. Bryant, p. 40 3J. Bryant, p. 42; R.B. Beckett, John Constable’s Correspondence VI (Suffolk 1968), p. 66 4Sotheby Parke Bernet, Londra, 8 luglio 1981, lotto 31.
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