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UN AMULETTO IN ORO DI ECCEZIONALE BELL’ESSERE E CON ISCRIZIONE, RAPPRESENTANTE UNO SHABTI, PERIODO TARDIVO, 664–332 a.C. Egitto. Realizzato con squisita maestria in oro massiccio nella caratteristica forma dello shabti, la figura mummiforme presenta le braccia incrociate sul petto e impugna un uncino e una frusta, due attrezzi agricoli. Il volto sereno è finemente modellato sotto un copricapo nemes, con una barba finta che si estende dal mento. La parte inferiore del corpo reca un’iscrizione ben visibile costituita da una colonna verticale di geroglifici, mentre un anello di sospensione alla base ne indica la funzione di prezioso amuleto. Iscrizioni: La parte anteriore della figura reca una breve colonna verticale di geroglifici, che inizia con il segno del disco solare. I singoli segni sono rappresentati in modo altamente abbreviato e schematico, come è caratteristico delle iscrizioni sulle figure funerarie in miniatura in metallo prezioso, dove la superficie estremamente limitata richiedeva una notevole compressione delle forme geroglifiche. Sebbene sia possibile riconoscere singolarmente diversi segni, la sequenza non consente una lettura continua e certa basandosi esclusivamente sull’iscrizione superstite. La sua collocazione e la disposizione verticale la identificano tuttavia chiaramente come un’iscrizione geroglifica intenzionale piuttosto che come una semplice decorazione ornamentale. Provenienza: Collezione Erwin Oppenländer, dal 1968, e da allora tramandata nella famiglia. Sul retro è presente un’antica etichetta con il numero di collezione «6361». Erwin Oppenländer (1901-1988) fu un illustre collezionista tedesco di arte antica la cui vasta collezione comprendeva antichità egizie, greche, romane e del Vicino Oriente, con una specializzazione in vetri antichi, vasi in pietra, gioielli e sigilli cilindrici. La sua collezione si è formata nel corso di diversi decenni, a partire dagli anni ’30, e comprendeva un gruppo di sigilli cilindrici del Vicino Oriente antico acquisiti dalla Freie Universität Berlin nel 1967. Opere di rilievo della sua collezione furono esposte nel 1974 nella mostra “Gläser der Antike: Sammlung Erwin Oppenländer” presso il Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo e nel 1975 al Römisch-Germanisches Museum di Colonia, per poi entrare a far parte di importanti collezioni istituzionali, tra cui quella del J. Paul Getty Museum. Condizioni: Ottime condizioni, con segni di usura prevedibili, irregolarità di fusione, piccole ammaccature, alcune scheggiature, lievi fessure e minime perdite. Licenza di esportazione tedesca: È stata concessa l’Ausfuhrgenehmigung n. 15672, datata 6 agosto 2027. Una copia è allegata a questo lotto. Peso: 7,6 g Dimensioni: Lunghezza 4,1 cm Lo shabti era una statuetta funeraria dell’antico Egitto. Veniva collocato nelle tombe tra i corredi funerari e aveva lo scopo di fungere da servitore o attendente del defunto, nel caso in cui questi fosse stato chiamato a svolgere lavori manuali nell’aldilà. L’uso degli shabti risale al Primo Periodo Intermedio, quando statuette in cera o terracotta, che fungevano da sostituti del defunto, venivano sepolte accanto al corpo. La maggior parte degli shabti era di piccole dimensioni e molti venivano prodotti in serie: talvolta ricoprivano il pavimento attorno a un sarcofago. Gli shabti furono prodotti in grandi quantità nel corso di tutte le epoche egizie. Insieme agli scarabei, figurano tra i reperti dell’antico Egitto più comuni e compaiono spesso nelle esposizioni museali. Gli amuleti d’oro a forma di shabti sono estremamente rari. Confronto dei risultati d’asta: Tipo: Strettamente correlato Asta: Christie’s New York, 8 giugno 2007, lotto 34 Prezzo: 60.000 USD ovvero circa 84.500 EUR convertiti e adeguati all’inflazione al momento della stesura del presente testo Descrizione: Amuleto egizio in oro e smalto raffigurante l’uccello Ba, dal periodo tardo al periodo tolemaico, 664-30 a.C. Commento dell’esperto: Si notino le caratteristiche simili. Si osservino la forma e i dettagli a cloisonné, nonché le dimensioni (5,6 cm).
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