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UNA MAGNIFICA COPPIA DI APPLIQUÉ ELENISTICI IN ARGENTO A FORMA DI TESTA DI ARIES, FINE DEL III - INIZIO DEL II SECOLO A.C. Nota dell’esperto La stretta corrispondenza in termini di proporzioni, modellazione e lavorazione indica chiaramente che le due teste sono state concepite come una coppia. La loro struttura cava e il dorso aperto le identificano come applicazioni, mentre il notevole peso dell’argento, il vello profondamente modellato e le corna accuratamente scanalate suggeriscono che fossero originariamente destinate a un oggetto di alto prestigio appartenente all’oreficeria di lusso ellenistica. Il trattamento straordinariamente vivido del vello riccio e delle possenti corna a spirale ricorda, in scala ridotta, il celebre Ariete di bronzo di Siracusa, un tempo anch’esso parte di una coppia e ora conservato presso il Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas di Palermo, numero di inventario 8365. Periodo ellenistico. Realizzate con fusione di precisione e lavorate a freddo come coppia perfettamente abbinata di teste di ariete, ciascuna con un muso lungo e affusolato, narici e bocca sottilmente modellate, e occhi a mandorla sotto una fitta massa di vello strettamente arricciato. Le possenti corna si incurvano verso l’esterno prima di arricciarsi strettamente accanto alla testa; le loro superfici sono accuratamente articolate con nervature trasversali ravvicinate. Il vello, lavorato in profondità, è reso con ciocche arricciate definite singolarmente, in contrasto con le superfici più lisce del muso e del viso. Ciascuna testa è cava e aperta sul retro, con bordi di fissaggio irregolari, il che indica che la coppia probabilmente un tempo fungeva da coppia abbinata di manici su un lussuoso vaso d’argento, forse una situla. (2) Provenienza: collezione privata E.D., Stati Uniti, acquisita alla fine degli anni ’70 e da allora tramandata all’interno della famiglia. Una copia della dichiarazione di provenienza, datata 18 gennaio 2026, che conferma quanto sopra, accompagna questo lotto. Condizioni: Ottime condizioni, commisurate all’età. Usura normale e irregolarità di fusione, leggero sfregamento su un muso. L’argento presenta lievi ossidazioni e annerimenti, uno dei due con incrostazioni all’interno. I dettagli finemente lavorati rimangono straordinariamente ben conservati. Peso: 32 g e 32,5 g Dimensioni: Larghezza 4 cm (ciascuno) I terminali a forma di testa di animale costituivano un elemento importante dell’arte orafa greca di lusso, fungendo da terminali, elementi di fissaggio e decorazioni su calderoni, brocche, situle e recipienti affini. Un antico elemento decorativo in bronzo a forma di testa di toro, risalente al VII secolo a.C. e conservato al Metropolitan Museum of Art (fig. 1), seguito da una testa di ariete in bronzo proveniente dall’Acropoli, databile al 550-525 a.C. circa, probabilmente un tempo fissata al bordo di un lebes (fig. 2), illustrano la lunga tradizione dei protomi animali lavorati separatamente e utilizzati come decorazione dei vasi. Più vicina per data e funzione è una situla in bronzo del 400-300 a.C. conservata al British Museum, che presenta due manici mobili fissati da elementi figurativi lavorati separatamente (fig. 3). Una coppia di elementi greci in argento a forma di conchiglia conservati al Metropolitan Museum of Art, risalenti alla fine del IV-III secolo a.C. e di circa 4 cm, è particolarmente rilevante in termini di materiale, dimensioni e funzione (fig. 4). Il museo ipotizza che tali elementi decorativi potessero adornare il punto di giunzione tra il manico e la spalla di un oinochoe. Di particolare importanza sono i vasi reali in argento provenienti da Aigai (Vergina). La grande situla d’argento della Tomba II, tradizionalmente identificata come la tomba di Filippo II, dimostra l’eccezionale qualità dei vasi d’argento macedoni della fine del IV secolo a.C. (fig. 5), mentre una patera d’argento della Tomba III termina con una testa di ariete finemente fusa (fig. 6a-b). Nel loro insieme, questi esempi forniscono un contesto convincente per la coppia in esame, i cui dorsi cavi e bordi di fissaggio indicano che originariamente erano fissati a un oggetto più grande, molto probabilmente un prestigioso vaso d’argento. Le loro dimensioni, il peso e la lavorazione, che corrispondono perfettamente, suggeriscono fortemente che siano stati concepiti come una coppia. Confronto dei risultati d’asta: Tipo: Correlati Asta: Christie’s New York, 4 giugno 2008, lotto 197 Prezzo: 116.500 USD ovvero circa 158.000 EUR convertiti e adeguati all’inflazione al momento della stesura del presente testo Descrizione: Un mestolo greco in argento (kyathos), di epoca seleucide, databile al III-II secolo a.C. circa, alto 34,9 cm. Commento dell’esperto: Si noti la stretta affinità con l’epoca ellenistica, il materiale in argento e la decorazione zoomorfa finemente modellata, in particolare l’elaborato terminale a forma di testa di stambecco con corna striate, orecchie prominenti e dettagli incisi. Si noti inoltre la dimensione notevolmente maggiore (34,9 cm) e la diversa funzione di mestolo.
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