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IMPORTANTE E RARA STATUA ROMANA IN MARMO DI HERMANUBIS, I-II SECOLO D.C. Greco-egizia. Scolpita con maestria, raffigura la divinità sincretica in posizione di contrapposto, con il peso del corpo sulla gamba destra; indossa una tunica corta con una piega superiore annodata in vita e una clamide fissata alla spalla destra, le cui pieghe profonde e a cascata ricadono su un supporto a forma di tronco d’albero. Nella mano sinistra regge un caduceo alato (kerykeion) e alle caviglie sono accennate delle piccole talaria, che uniscono gli attributi di Ermes a quelli di Anubi. Nota dell’esperto: Ermanubi, la divinità sincretica che unisce il dio messaggero greco Ermes al dio funerario egizio Anubi, emerse durante il periodo imperiale romano come prodotto del sincretismo religioso interculturale in Egitto. Incarna sia l’eloquenza e la mobilità di Ermete sia la guida protettrice di Anubi; fungeva da psicopompo — conduttore delle anime tra i mondi — e da mediatore tra le tradizioni spirituali greche ed egizie. Statue come questa, scolpite secondo il naturalismo romano ma intrise di iconografia egizia, riflettono la permeabilità delle identità religiose nell’antico Mediterraneo, dove la divinità poteva trascendere i confini etnici e culturali attraverso il linguaggio comune della forma e del rituale. La decapitazione intenzionale di tali figure — sia essa dovuta all’iconoclastia religiosa, a sconvolgimenti politici o all’incuria — testimonia la ricorrente fragilità delle identità ibride o liminali nel corso della storia. Ermanubi, né pienamente greco né pienamente egizio, divenne una delle prime vittime dell’ansia che circondava le forme miste di credenza; la sua distruzione è emblematica della soppressione degli intermediari che colmano gli opposti. Questo atto di deturpazione non fu solo fisico ma ideologico: una cancellazione deliberata della complessità. La stessa dinamica — l’emarginazione e il silenzio imposto a figure che resistono a una definizione univoca — persiste fino ai giorni nostri, dai Buddha di Bamiyan alla distruzione di Palmira, dal lancio di Colombo nel porto di Baltimora alla deturpazione delle statue di Lenin nelle città post-sovietiche. Ogni testa frantumata, antica o moderna che sia, ci ricorda che le società, quando si trovano di fronte a ciò che non riescono a definire facilmente, troppo spesso rivolgono la propria violenza contro di esso. Dal punto di vista concettuale, Hermanubi, ad esempio, condivide alcuni tratti con il San Cristoforo dalla testa di cane della tradizione bizantina. Entrambe le figure emergono dalla zona liminale tra l’umano e il divino, e i loro tratti animali esprimono una trasformazione spirituale piuttosto che mostruosità. Ciascuna incarna una sintesi di culture — Hermanubis unisce le teologie greca ed egizia, San Cristoforo fonde la santità cristiana con i residui della tradizione del Cinocefalo — ed entrambe rivelano quanto profondamente l’immaginario ibrido abbia scosso l’ortodossia successiva. La loro successiva reinterpretazione o soppressione illustra il ricorrente disagio nei confronti delle forme divine che rifiutano una chiara categorizzazione. Provenienza: Sotheby’s New York, 23 giugno 1989, lotto 135 (venduto per 26.000 USD, pari a circa 58.000 EUR convertiti e adeguati all’inflazione al momento della stesura del presente testo). Un mercante d’arte e collezionista di New York, acquistato dal precedente proprietario, e da allora tramandato per via ereditaria. Christie’s New York, 6 ottobre 2022, lotto 3 (stima media di 100.000 USD, pari a circa 94.000 EUR convertiti e adeguati all’inflazione al momento della stesura del presente testo). Condizioni: Buone condizioni con segni di usura antichi e lievi segni di alterazione dovuti agli agenti atmosferici, commisurati all’età. Evidenti perdite e scheggiature levigate. Il retro presenta cinque residui circolari di toppe in vello. Nel complesso, presenta un’elegante patina formatasi naturalmente. Peso: 21,7 kg Dimensioni: Altezza 56 cm Confronto con altre aste: Tipo: Correlato Asta: Christie’s New York, 6 ottobre 2022, lotto 12 Prezzo: 138.600 USD ovvero circa 130.000 EUR convertiti e adeguati all’inflazione al momento della stesura del presente testo Descrizione: Un satiro romano in marmo, risalente all’incirca al I-II secolo d.C. Commento dell’esperto: Si notino le somiglianze nella modellazione, la testa mancante e la datazione. Da notare le dimensioni maggiori (110,4 cm). Confronto con aste: Tipo: Correlato Asta: Christie’s Londra, 26 aprile 2012, lotto 319 Prezzo: 121.250 GBP ovvero circa 230.000 EUR convertiti e adeguati all’inflazione al momento della stesura del presente testo Descrizione: Afrodite romana in marmo, risalente all’incirca al I-II secolo d.C. Commento dell’esperto: Si confrontino la modellazione molto simile, la testa mancante e la datazione. Si noti la dimensione leggermente inferiore (42 cm). A causa dei limiti di lunghezza imposti da Drouot, questa voce è stata abbreviata. Per la descrizione completa, visitare il sito www.zacke.at.
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