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VASO CON BECCO A STRIBORRO RAPPRESENTANTE UNA “SCIAMANA DAL VOLTO DI GUFO”, CERAMICA PITTATA, CULTURA MOCHE Rapporto di analisi scientifica: Un rapporto di analisi termoluminescente redatto dal Laboratorio Kotalla il 16 novembre 2025, basato sul campione numero 18R250925, stabilisce che la data di fabbricazione del campione prelevato risalga a 1180 anni fa ±14,7%, in linea con la datazione sopra indicata. Una copia del rapporto è allegata a questo lotto. Perù, 675-850 d.C. Abilmente modellato a forma di figura antropomorfa seduta a gambe incrociate, con le mani incrociate sul grembo, vestita con abiti voluminosi e adornata da un collare di perline e da un mantello che copre la testa sovradimensionata. Il volto è nascosto da una grande maschera da gufo, caratterizzata da occhi rotondi e sporgenti e da un piccolo becco ricurvo. La schiena ricurva è dotata di un manico ricurvo che sale verso un beccuccio dritto e verticale. Provenienza: Collezione di Sigrid e Rolf Verlemann-Müller, Detmold, Germania, entro il 1980. Collezione privata in Germania, acquisita dai precedenti proprietari. Sigrid e Rolf Verlemann-Müller sono noti collezionisti tedeschi con un particolare interesse per le arti e le culture materiali dell’Africa e dell’Oceania. Oltre alle loro attività di collezionismo, negli ultimi tre decenni sono stati attivamente coinvolti nello studio e nella divulgazione dell’arte non europea, contribuendo a mostre e pubblicazioni presso il Lippisches Landesmuseum di Detmold. Sigrid Verlemann-Müller ricopre inoltre la carica di presidente della Lippische Gesellschaft für Kunst. Condizioni: Nel complesso in buone condizioni, con segni di usura prevedibili, irregolarità di cottura, minuscole scheggiature lungo il bordo del beccuccio, sfregamenti e perdite di pigmento, occasionali graffi superficiali, segni di sepoltura, crepe prevedibili con relative riparazioni professionali. È presente un piccolo foro dovuto al prelievo di campioni. Licenza di esportazione tedesca: è stata concessa l’Ausfuhrgenehmigung n. 15672, datata 6 agosto 2026. Una copia di questo documento accompagna il presente lotto. Peso: 432,5 g Dimensioni: Altezza 20,2 cm Il presente vaso appartiene a un gruppo distintivo di ceramiche Moche interpretate come rappresentazioni di guaritrici e specialiste rituali. Il mantello che ricopre la testa è particolarmente suggestivo: donne vestite in modo simile compaiono in scene associate al parto e alla guarigione, mentre alcune reggono oggetti identificati come parti del cactus psicoattivo San Pedro. Gli studi sulle ceramiche rinvenute a Huaca de la Luna, insieme a esempi museali correlati, hanno collegato queste figure a pratiche che comprendono l’ostetricia, la divinazione e la cura delle malattie. Le caratteristiche del gufo introducono un’ulteriore dimensione di potere soprannaturale. La capacità dell’uccello di muoversi e cacciare nell’oscurità potrebbe aver contribuito al suo significato nell’immaginario religioso Moche, offrendo una potente immagine di percezione che va oltre la normale vista umana. Particolarmente rilevante è un vaso conservato al Peabody Museum (numero di inventario 16-62-30/F728) raffigurante una donna dal volto di gufo circondata da strumenti rituali, che Sarahh Scher interpreta come una guaritrice trasformata, o in fase di trasformazione, in un gufo. In questo quadro interpretativo, la fusione di tratti umani e avicoli sul vaso in questione potrebbe evocare l’assunzione, da parte della specialista rituale, dei poteri di un animale. Cfr. Sarahh Scher, «The Achumera: Gender, Status, and the San Pedro Cactus in Moche Ceramic Motifs and Iconography», in John E. Staller (a cura di), Andean Foodways, 2021, pp. 250-251, fig. 9.9. L’importanza delle donne nella vita cerimoniale dei Moche è confermata anche dai ritrovamenti archeologici. A San José de Moro, sepolture femminili riccamente arredate contenevano ornamenti elaborati e calici cerimoniali corrispondenti a quelli associati alle sacerdotesse nell’arte Moche. Queste scoperte dimostrano che le donne potevano occupare posizioni di notevole autorità religiosa. Tali sacerdotesse d’élite vanno distinte dalle guaritrici attribuite alle figure ceramiche incappucciate, le cui precise responsabilità rimangono oggetto di dibattito. Nel loro insieme, tuttavia, le testimonianze archeologiche e visive rivelano un mondo variegato di partecipazione rituale femminile, fornendo un contesto avvincente per il presente vaso e la sua suggestiva combinazione di presenza umana e potere animale. Confronto dei risultati d’asta: Tipo: Correlati Asta: Christie’s Parigi, 7 giugno 2005, lotto 320 Prezzo: 6.600 EUR o circa 10.500 EUR, al netto dell’inflazione al momento della stesura del presente testo Descrizione: Un vaso a forma di gufo della cultura Mochica primitiva, databile al 300-100 a.C. circa Commento dell’esperto: Si notino la forma avaria con manici a staffa e la decorazione pittorica, simili a quelle dell’opera correlata. Si noti inoltre la dimensione simile (17,5 cm). A causa dei limiti di lunghezza imposti da Drouot, questa voce è stata abbreviata. Per la descrizione completa, visitare il sito www.zacke.at.
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