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RARA DIADE FRAMMENTARIA IN GRANODIORITE RAPPRESENTANTE UNA COPPIA DI SPOSI CHE SI TENGONO PER MANO, REGNO MEDIO, CIRCA 1800 a.C. Nota dell’esperto Pochi frammenti illustrano il gioco del destino in modo così toccante come questo pezzo. Nel corso di quasi 3.800 anni, il caso ha determinato ciò che sarebbe sopravvissuto della scultura originale e, di conseguenza, dove deve posarsi lo sguardo dell’osservatore moderno. È sorprendente che ciò che rimane sia forse il dettaglio più intimo e significativo dell’intera composizione: le mani unite di marito e moglie. Parti dei loro corpi sono andate perdute, eppure le loro mani rimangono intrecciate, conservando nella pietra un gesto di compagnia destinato a trascendere la vita mortale. Il matrimonio nell’antico Egitto era piuttosto diverso dall’istituzione che conosciamo oggi. Sembra che non esistesse una cerimonia nuziale religiosa prescritta, né tantomeno una parola egizia specifica per indicare un «matrimonio»; il matrimonio si configurava essenzialmente quando una coppia formava insieme un nucleo familiare. Tuttavia, le credenze funerarie egizie prevedevano che le relazioni terrene continuassero nell’aldilà, e mariti e mogli venivano spesso raffigurati tenendosi per mano nelle tombe e nelle sculture commemorative. Visto in questa luce, il gesto delle mani intrecciate che ci è pervenuto acquista una risonanza particolarmente forte: di tutto ciò che il tempo avrebbe potuto preservare di questa coppia, è proprio il legame fisico tra i due ad essere sopravvissuto. Egitto. Finemente scolpito in altorilievo in granodiorite scura maculata, raffigura i busti di marito e moglie in piedi fianco a fianco, uniti per mano al centro. L’uomo indossa un kilt svasato, con il braccio destro teso lungo il fianco, mentre la donna è vestita con una lunga tunica aderente; resti della sua parrucca a tre parti le ricadono sulla spalla e anche il suo braccio sinistro è abbassato. L’interno dei loro avambracci converge nell’intima stretta di mano, unendo le due figure all’interno della composizione compatta. La coppia è incastonata su un’ampia lastra posteriore comune, il cui retro è lasciato liscio. Provenienza: Collezione privata di Max Willborg, Stoccolma e Londra, e da lì per successione. Christie’s Londra, 7 novembre 2001, lotto 369. Collezione privata, acquisita dalla suddetta. Max Willborg (1933-2001) era un commerciante e collezionista svedese di antichità, figura ben nota nelle sale d’asta londinesi. Dopo una giovinezza insolitamente variegata trascorsa in Spagna, Marocco e Africa, dove lavorò con collezioni zoologiche e fossili, fondò una galleria di antichità prima a Stoccolma e successivamente a Londra. Trascorse i suoi ultimi anni in Irlanda. Condizioni: Ottime condizioni, compatibili con l’età. Frammentario così come è stato conservato, con evidenti perdite, segni di usura e alterazioni dovute agli agenti atmosferici, nonché lievi incrostazioni. I dettagli scolpiti sopravvissuti rimangono straordinariamente ben definiti. Peso: 4,9 kg (compreso il piedistallo) Dimensioni: Altezza 21,4 cm (senza supporto), 27 cm (con supporto) Montato su un supporto originale. (2) Confronto dei risultati d’asta: Tipo: Strettamente correlato Asta: Christie’s New York, 3 febbraio 2026, lotto 13 Stima media: 150.000 USD ovvero circa 131.000 EUR al tasso di cambio al momento della stesura del presente documento Descrizione: Coppia di statue egizie in granodiorite raffiguranti il sacerdote wab Piay e sua moglie Takharu, databili al 1640-1500 a.C. circa Commento dell’esperto: Si noti la stretta somiglianza nella composizione in granodiorite raffigurante una coppia di coniugi in piedi, con la lastra posteriore comune e le mani dei coniugi unite al centro della composizione, che esprime lo stesso ideale di unità coniugale attraverso il contatto fisico. Da notare la perfetta conservazione delle figure e le dimensioni più grandi (32,3 cm). Confronto dei risultati d’asta: Tipo: Correlato Asta: Christie’s Londra, 23 settembre 1998, lotto 131 Prezzo: 17.250 GBP ovvero circa 40.000 EUR convertiti e adeguati all’inflazione al momento della stesura del presente testo. Descrizione: Stele in steatite del Medio Regno raffigurante marito e moglie, XII dinastia, 1991-1783 a.C. Commento dell’esperto: Si notino la datazione del Medio Regno, strettamente correlata, il soggetto della coppia di coniugi, lo schienale comune e, in particolare, il gesto significativo dei coniugi che si tengono per mano come espressione di unità e compagnia. Si noti la dimensione notevolmente più piccola (9,2 cm). A causa dei limiti di lunghezza imposti da Drouot, questa voce è stata abbreviata. Per la descrizione completa, visitare il sito www.zacke.at.
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