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CINTURA CERIMONIALE FEMMINILE ETRUSCA O PICENA, PRIMA ETÀ DEL BRONZO, SECONDA METÀ DELL’VIII SECOLO A.C. Pubblicata ed esposta: Galerie Günter Puhze. Kunst der Antike / Ancient Art, Friburgo in Brisgovia, 2013, p. 19, n. 28. Italia centrale. Fusa con maestria, di forma allungata e dal profilo leggermente ricurvo, la sezione centrale più ampia è decorata con una composizione di nove protuberanze in rilievo, ciascuna circondata da diversi anelli concentrici incisi, la composizione è affiancata su entrambi i lati da motivi triangolari finemente incisi e da sinuose doppie linee che formano coppie di uccelli acquatici altamente stilizzati raffigurati di profilo, che emergono da due ulteriori protuberanze in rilievo alle estremità della placca della cintura. Il tutto incorniciato sopra e sotto da ulteriori linee incise con ornamenti a tratteggio incrociato. La cintura termina a un’estremità con un gancio e all’altra con una placca rettangolare, tramite la quale era originariamente fissata a una corazza in cuoio. Provenienza: Collezione privata in Svizzera dagli anni ’50. Collezione di Axel Guttmann, Berlino, Germania, acquisita dalla suddetta collezione nel 1982. Galerie Günter Puhze, Friburgo in Brisgovia, Germania, 2013. Collezione privata in Germania, acquisita dalla suddetta collezione. Axel Guttmann (1944-2001) era un collezionista tedesco il cui costante interesse per le armi e le armature antiche lo portò a costituire una delle collezioni private più significative del settore. Acquistò il suo primo elmo romano nel 1982 e, alla sua morte, aveva raccolto più di 1.200 oggetti, all’epoca considerata la più grande collezione del genere in mano a privati. Ospitata in un museo privato alle porte di Berlino, la collezione era accessibile agli studiosi e costituiva la base della collana editoriale «Sammlung Axel Guttmann». Il suo patrimonio spaziava ampiamente tra equipaggiamenti militari greci, del Vicino Oriente e romani. Dopo la sua morte, avvenuta nel 2001, la collezione fu smembrata attraverso una serie di vendite presso Christie’s e altre case d’asta europee tra il 2002 e il 2004; diverse opere entrarono successivamente a far parte del Musée d’Art Classique di Mougins, in Francia. Günter Puhze è un mercante d’arte antico tedesco il cui interesse per il mondo antico si è sviluppato durante gli studi nei primi anni ’60 e si è ulteriormente approfondito grazie a numerosi viaggi di studio. Dopo aver collaborato con gallerie a Zurigo e Friburgo, nel 1975 ha fondato la propria galleria, specializzandosi in arte dell’antico Egitto, greca e romana. Nei decenni successivi, Puhze si è costruito una reputazione internazionale basata su una profonda competenza accademica, fornendo consulenza a collezionisti e musei e ricoprendo il ruolo di membro della giuria in importanti fiere d’arte internazionali. È membro dell’Associazione tedesca dei commercianti d’arte e dell’IADAA, e la sua galleria continua a pubblicare cataloghi annuali e a partecipare alle principali fiere d’arte. Condizioni: Ottime condizioni, con segni di usura prevedibili, irregolarità di fusione, tracce di un lungo periodo di sepoltura, aree di corrosione, piccole ammaccature e lievi segni di rosicchiatura lungo i bordi. Il bronzo presenta una ricca patina naturale, con estese incrostazioni di malachite sul retro. Peso: 1,5 kg (compreso il supporto) Dimensioni: lunghezza 32,8 cm (senza supporto), 33,1 cm (con supporto) Con supporto in legno annesso. (2) Nei reperti archeologici dell’Italia tirrenica centrale, il genere viene spesso dedotto dai corredi funerari, in particolare laddove lo stato di conservazione dei resti umani non consenta una determinazione affidabile del sesso biologico o dell’età. Le sepolture maschili sono spesso associate ad armi, mentre quelle femminili contengono più comunemente strumenti per la lavorazione dei tessuti, particolari tipi di fibbie, gioielli e altri elementi di ornamento personale. Le cinture non avevano solo una funzione pratica, ma fungevano anche da segni visibili di identità e status. Nell’Italia tirrenica centrale, le differenze di forma e decorazione sembrano aver rispecchiato distinzioni di rango, genere ed etnia. Le cinture in cuoio si sono conservate solo raramente, solitamente nei casi in cui le finiture metalliche o i rivetti ne hanno favorito la conservazione, mentre gli esemplari in bronzo forniscono prove più concrete del loro significato sociale. A causa dei limiti di lunghezza imposti da Drouot, questa voce è stata abbreviata. Per la descrizione completa, si prega di visitare il sito www.zacke.at.
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