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IMPORTANTE RILIEVO IN PIETRA CALCAREA PUBBLICATO RAPPRESENTANTE HATHOR SOTTO LE SPOSE DI UNA MUCCA, CON IL CARTUCCIO REALE DI RAMESSES II, XIX DINASTIA, 1279–1213 a.C., PROBABILMENTE PROVENIENTE DA DEIR EL-BAHARI Pubblicato ed esposto: 1. Eugène Warmenbol (a cura di), Ombres d'Égypte: Le peuple de Pharaon, Musée du Malgré-Tout, Treignes, 20 giugno–12 dicembre 1999, p. 105, numero di catalogo 107. 2. Arnaud Quertinmont (a cura di), Dieux, génies et démons en Égypte ancienne: à la rencontre d'Osiris, Anubis, Isis, Hathor, Rê et les autres, Musée royal de Mariemont, Morlanwelz, 21 maggio-20 novembre 2016, p. 178, numero di catalogo 49. Nota dell’esperto: Il presente frammento è particolarmente degno di nota per la combinazione della forma bovina di Hathor con il cartiglio regale di Ramses II e il collare menat. La pubblicazione del 1999 osserva che Hathor appare in forma interamente animale soprattutto nelle opere votive, mentre le sue manifestazioni umane o semiumane dominano l’iconografia templare, a sostegno dell’interpretazione del rilievo come parte di una stele votiva. Il catalogo successivo del 2016 ricostruisce la scena originale con un loto blu che sboccia davanti alle narici della dea, sopra una tavola di offerte, con un dedicante che un tempo vi stava in piedi davanti. Il menat era sia un emblema di fertilità sia uno strumento musicale rituale strettamente associato ad Hathor, dea dell’amore, della gioia, della danza, della musica e della maternità. La possibile provenienza da Deir el-Bahari è particolarmente significativa, poiché numerose offerte votive ad Hathor provenienti dal santuario sono state collegate alla Bella Festa della Valle. Egitto, secondo le due pubblicazioni sopra citate, molto probabilmente proveniente da Deir el-Bahari. Finemente scolpito in bassorilievo con la parte anteriore della dea Hathor in forma bovina rivolta verso destra, coronata dal disco solare racchiuso tra lunghe corna ricurve. Il suo grande occhio a mandorla è slanciato da una linea cosmetica, mentre un ampio collare menat, composto da molteplici fili di perline, le circonda il collo; il suo lungo contrappeso si estende lungo la schiena. Davanti al suo muso si erge un fiore di loto, probabilmente un tempo collocato sopra una tavola ricolma di offerte. Sul campo è inciso il nome di Hathor davanti alle corna. Sopra il contrappeso sul retro sono conservati i resti di un cartiglio reale recante il nome di Ramses II. Provenienza: Collezione privata di Jean-Jacques Rotthier, Belgio, entro il 1999, e da allora tramandata per via ereditaria. Condizioni: Buone condizioni, compatibili con l’età. Frammentario così come conservato, vecchi restauri su un bordo, crepe e fessure naturali, con usura ed erosione prevedibili, scheggiature sparse, intaccature e incrostazioni minori Peso: 1.582 g (compreso il supporto) Dimensioni: Lunghezza 19,2 cm, Altezza 11 cm (senza supporto), 12,5 cm (con supporto) Montato su un supporto metallico associato. (2) Confronto dei risultati d’asta: Tipo: Strettamente correlato Asta: Christie’s Londra, 3 dicembre 2025, lotto 62 Prezzo: 66.040 GBP ovvero circa 81.000 EUR convertiti e adeguati all’inflazione al momento della stesura del presente testo Descrizione: Rilievo talatat egizio in pietra calcarea raffigurante un toro, Nuovo Regno, XVIII dinastia, regno di Akhenaton, circa 1351-1334 a.C. Commento dell’esperto: Si noti la stretta affinità stilistica, il soggetto bovino, il materiale in pietra calcarea, la tecnica del bassorilievo, la qualità altrettanto raffinata dell’intaglio e la datazione al Nuovo Regno molto simile, con il pezzo in questione che precede il presente rilievo di solo circa un secolo. Si noti la dimensione leggermente maggiore (35,5 cm). Confronto dei risultati d’asta: Tipo: Correlato Asta: Sotheby’s New York, 12 dicembre 2013, lotto 6 Stima: 27.500 USD o circa 34.500 EUR convertiti e adeguati all’inflazione al momento della stesura del presente testo Descrizione: Frammento di rilievo egizio in pietra calcarea, XIX dinastia, regno di Ramesse II, 1279-1213 a.C. Commento dell’esperto: Si notino le strette analogie relative alla datazione ramesside, al materiale in pietra calcarea, alla tecnica del bassorilievo e allo stato frammentario di conservazione, nonché la presenza del prenomen di Ramses II all’interno di un cartiglio. Si notino le dimensioni maggiori (21,9 x 26,4 cm), il soggetto diverso e le tracce residue di pigmento giallo nell’opera di confronto. A causa dei limiti di lunghezza imposti da Drouot, questa scheda è stata abbreviata. Per la descrizione completa, visitare il sito www.zacke.at.
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