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François de Troy, francese, 1645-1730- Ritratto di una dama nelle vesti di Venere, con Cupido che le offre la sua torcia; olio su tela, 132 x 98 cm. Provenienza: (precedentemente) Collezione privata, Piemonte. Nota: Ritratto allegorico di grande effetto e riccamente concepito, risalente all’ultimo decennio del XVII secolo, l’opera raffigura una dama non identificata, indubbiamente di ceto aristocratico, nelle vesti di Venere, dea dell’amore, accompagnata da Cupido che le offre la sua torcia fiammeggiante. Combinando la grandiosità formale della ritrattistica di corte francese con i motivi della mitologia classica, il dipinto appartiene a una tradizione particolarmente sofisticata in cui la bellezza, lo status e le circostanze romantiche della modella venivano espresse attraverso un’elaborata composizione allegorica. È proprio in quest’ultimo contesto che l’opera in questione risulta particolarmente suggestiva, poiché, nella mitologia classica, la torcia di Cupido rappresenta l’accensione dell’amore e il risveglio della passione romantica. Qui, anziché apparire sottomesso o disarmato, Cupido corteggia attivamente Venere, offrendo la sua torcia alla dea. È stato ipotizzato che questa insolita disposizione possa alludere a una recente relazione sentimentale, potenzialmente in procinto di essere formalizzata attraverso il matrimonio. Il ritratto potrebbe quindi essere stato commissionato in occasione di un fidanzamento o di un matrimonio imminente, trasformando un ritratto aristocratico convenzionale in una sofisticata dichiarazione d’amore. Questa interpretazione assume particolare rilevanza se confrontata con altre composizioni di de Troy che hanno come protagonisti Venere e Cupido. Dominique Brême ha indicato altri due ritratti femminili dell’artista in cui Venere disarma Cupido, a simboleggiare una donna che esercita un potere assoluto sull’amore. Tra questi figurano un’opera conservata al Musée des Augustins di Tolosa [2009 4 1] e un altro esempio venduto da Sotheby’s a Londra l’8 maggio 2019, lotto 62. Il presente dipinto offre un’interpretazione iconografica diversa, ponendo l’accento sull’arrivo o sull’invito dell’amore piuttosto che sulla sua sottomissione. De Troy godette inoltre del patrocinio della corte in esilio di Giacomo II a Saint-Germain-en-Laye in seguito alla Gloriosa Rivoluzione del 1688. Tra i paragoni rilevanti vi sono la sua *Lady Lucy Herbert come Vergine Vestale* (1692–1693 circa), al Powis Castle [NT 1180945], e *Lady Mary Herbert come Diana* (1688 circa) alla Coughton Court [NT 135593].
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