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Matthijs Naiveu, olandese, 1647-1726- Interno con una giovane donna seduta davanti a un fuso; olio su tavola, firmato e datato in modo poco leggibile «M. NAIVEU f 1669[?]» (in alto a destra), 48,8 x 36,4 cm. Provenienza: asta anonima, Sotheby’s, Londra, 6 aprile 1977, lotto 98. presso Faustus Galleries, Londra, dove fu acquistato il 26 aprile 1977 (per 16.000 sterline). Collezione privata, Regno Unito. da allora per successione. Nota: «Allievo di Abraham Toorenvliet (1620-1692) e poi, dal 1667 al 1669, di Gerard Dou (1613-1675) a Leida, Naiveu si affermò principalmente come pittore di genere. Dipingeva anche soggetti religiosi e allegorici nello stile di Dou. I suoi ritratti, piuttosto insoliti, risentono dell’influenza dell’opera tarda di Caspar Netscher e sono caratterizzati da gesti piuttosto enfatici. I suoi colori variegati, le pennellate animate e le composizioni vivaci distinguono l’opera di Naiveu da quella di Dou e di Pieter van Slingelandt (1640-1691), a cui spesso veniva attribuita la sua opera. Naiveu divenne membro della Gilda di Leida nel 1671 e ne fu a capo nel 1677. Più tardi quello stesso anno si trasferì ad Amsterdam. Si dice che abbia visitato l’Italia nel 1698. L’opera in questione deve essere stata dipinta mentre Naiveu si trovava a Leida per la sua formazione con Gerard Dou. Sebbene il soggetto ricordi leggermente lo stile di Dou, l’atmosfera e lo stile dell’opera mostrano ben poca influenza di quest’ultimo. Le pennellate, applicate in modo quasi abbozzato, richiamano piuttosto il primo maestro di Naiveu, Toorenvliet; considerando che Leida negli anni ’60 del Seicento era dominata dalla tecnica “raffinata” di Dou, questo piccolo dipinto risulta straordinariamente audace e libero. È inoltre piuttosto indipendente dalla scuola di Dou dal punto di vista dell’atmosfera. Anziché attenersi alla convenzione di rappresentare le persone in modo minuzioso e piuttosto affettato, Naiveu ha dipinto questa ragazzina con simpatia e vivacità. Naturalmente, all’epoca a Leida c’erano altri pittori che possedevano la forza e l’individualità necessarie per svilupparsi indipendentemente da Dou. È proprio con i due più importanti tra questi, Gabriel Metsu (1629-1667) e Jan Steen (1626-1675), che Naiveu ha qualcosa in comune. Sebbene molto più giovane sia di Steen che di Metsu, Naiveu sembra aver raggiunto la maturità artistica in età sorprendentemente precoce. Uno dei pochi indizi che abbiamo della giovinezza del pittore quando lavorò al quadro è la presenza di «pentimenti» (tracce di pittura nei punti in cui l’artista cambiò idea e che si intravedono leggermente man mano che la pittura diventa trasparente con il passare del tempo). Per il resto, la sicurezza della mano di Naiveu è notevole.» (Faustus Galleries, Londra, nota di catalogo n. 4393).
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