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JOAN PONÇ BONET (Barcellona, 1927 – Saint-Paul, Francia, 1984). Senza titolo. Incisione, esemplare n. 39/75. Firmato e numerato a mano. Dimensioni: 49 x 63 cm (stampa); 70 x 82 cm (carta). Pittore e disegnatore, si formò a Barcellona nell’atelier di Ramón Rogent e all’Accademia di Arti Plastiche sotto la guida di Ángel López-Obrero. Dopo aver lavorato come pittore e disegnatore in relativa oscurità, nel 1946 tenne la sua prima mostra personale alla Galería Arte di Bilbao, che segnò il suo definitivo affermarsi sulla scena artistica nazionale. Nel 1948, insieme a Tharrats, Puig, Cuixart, Tàpies e Brossa, tra gli altri, fondò il gruppo d’avanguardia Dau al Set. Selezionato da Eugenio D’Ors, partecipò al Salón de los Once a Madrid nel 1951 e nel 1952. Nel 1952 partecipò alla Biennale Ispano-americana e l’anno successivo trascorse un periodo a Parigi, dove incontrò Joan Miró e riuscì a esporre al Musée de la Villa. Su raccomandazione di Miró, Ponç entrò a far parte dei circoli artistici brasiliani e si stabilì a San Paolo dal 1953 al 1962. Nel 1954, anno in cui il gruppo Dau al Set si sciolse, tenne una mostra al Museo d’Arte Moderna della città, che riscosse un tale successo che il museo acquisì la sua intera collezione. In Brasile esplorò le foreste pluviali equatoriali, dove rimase affascinato dalla fauna selvatica — in particolare dagli insetti — che incorporò nel suo linguaggio figurativo. Nel 1955 fondò il gruppo Taüll insieme a Marc Aleu, Modest Cuixart, Jaume Guinovart, Jaume Muxart, Mercadé, Tàpies e Tharrats. Dopo essere tornato in Catalogna a causa di una malattia, ormai affermato come artista, tenne mostre a New York, Rio de Janeiro, Bonn, Parigi, Francoforte, Ginevra, Antibes e in varie città spagnole. Nel 1965 vinse il Gran Premio Internazionale di Disegno alla Biennale di San Paolo. I dipinti di Ponç presentano immagini fantasmagoriche, al tempo stesso malinconiche e tormentate, in cui il subconscio occupa un posto centrale. Per il pittore, l’arte non è altro che un’introduzione al mistero e ai segreti racchiusi nello spirito. Più disegnatore che pittore, il suo lavoro è estremamente dettagliato e meticoloso. L’opera di Ponç può essere suddivisa in sei periodi: il periodo Dau al Set (1947), il periodo brasiliano (1958), il periodo metafisico-geometrico (1969), il periodo delle figure metafisiche (1970), il periodo dell’«acupintura» (1971) e un periodo finale di sintesi (1972). Nella sua opera, Ponç si rivela un artista-stregone che concepisce l’arte come magia, come un potere straordinario, un incantesimo, qualcosa di soprannaturale. Ma il grande maestro catalano non era solo questo; la sua arte è anche un’esplorazione del negativo, un’attrazione per il perverso e il diabolico, un riflesso di un universo afflitto da esseri mostruosi e malevoli, da spiriti satanici e infidi — un riflesso del fascino che il male esercitava sull’artista.
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