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Documento di Alfred Jodl firmato a Norimberga, in cui si richiede una testimonianza per “scagionarmi dall’accusa di aver inteso attaccare la Francia prima della sua dichiarazione di guerra” Documento parzialmente stampato in tedesco, firmato «A. Jodl», una pagina, 8 x 12, 14 novembre 1945. Documento intitolato (tradotto): «Tribunale militare internazionale, richiesta dell’imputato di convocazione di un testimone», redatto durante la preparazione della sua difesa per i processi di Norimberga. Jodl e il suo avvocato difensore, Franz Exner, richiedono la testimonianza di «Hans von Greiffenberg, generale di fanteria», citando la sua conoscenza dei seguenti fatti: «1. Riguardo al modo in cui ho protetto i greci dai termini più severi dell’armistizio italiano; 2. del fatto che i piani per l’avanzata in Francia e in Belgio furono elaborati solo dopo la campagna di Polonia». Jodl afferma che la testimonianza «caratterizzerà la mia personalità» e «mi solleverà dall’accusa di aver inteso attaccare la Francia prima della sua dichiarazione di guerra». Firmato alla fine con penna stilografica da Alfred Jodl e controfirmato dal suo avvocato difensore, Franz Exner. Rinforzato con un foglio di cartoncino leggero e in condizioni da molto buone a ottime, con lievi macchie di umidità nella metà superiore. In qualità di capo dello Stato Maggiore Operativo dell’Alto Comando delle Forze Armate (OKW), Jodl era stato strettamente coinvolto nella pianificazione militare tedesca per tutta la durata della guerra. A Norimberga, la sua difesa cercò di dimostrare che i piani operativi per l’invasione della Francia, del Belgio e dei Paesi Bassi furono elaborati solo dopo la conclusione della campagna di Polonia, descrivendo l’offensiva occidentale come una risposta all’evolversi della situazione militare piuttosto che come prova di una guerra di aggressione premeditata. L’accusa contestò tale argomentazione con prove documentali, tra cui gli stessi appunti contemporanei di Jodl, che dimostravano che Hitler e gli alti vertici militari avevano discusso possibili operazioni contro la Francia e i Paesi Bassi neutrali ben prima dell’invasione della Polonia. Anche la testimonianza proposta da Greiffenberg, riguardante gli sforzi di Jodl per moderare le richieste italiane di armistizio nei confronti della Grecia, era intesa a presentare prove della condotta personale e del carattere di Jodl. Il tribunale alla fine respinse la difesa di Jodl, dichiarandolo colpevole di tutti e quattro i capi d’accusa: cospirazione, crimini contro la pace, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Fu condannato a morte e giustiziato a Norimberga il 16 ottobre 1946.
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