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Julius Streicher (2) Documenti firmati a Norimberga, con cui si richiedevano testimonianze sulla Notte dei cristalli e sui prigionieri dei campi di concentramento Due richieste di testimonianza firmate da Julius Streicher durante la preparazione della sua difesa al processo di Norimberga, apposte una dietro l’altra su un unico foglio di cartoncino: - Modulo DS parzialmente stampato, in inglese, una pagina, 7,75 x 12,25, 25 novembre 1945. Documento intitolato: «Tribunale Militare Internazionale, Richiesta dell’imputato di citazione in giudizio di un testimone». Streicher e il suo avvocato difensore richiedono la testimonianza di «Fritz Herrwerth», spiegando: «Questo testimone era presente nella notte del 9 novembre 1938 alla conversazione che ebbe luogo tra l’Obergruppenführer delle SA von Obernitz e me riguardo alla manifestazione proposta contro gli ebrei. Egli ne informò immediatamente sua moglie. Il testimone sa inoltre che, quando si discusse di quegli eventi a Pleikershof, io mi infuriai nuovamente per gli avvenimenti di quel periodo e mi agitatii molto per le azioni delle SS. Herrwerth ricorderà inoltre che nella primavera del 1939 l’editore Fink si recò nel mio giardino in Cramer-Klett-Straße e ammise di aver reso dichiarazioni non veritiere alla Polizia riguardo al mio ruolo nell’acquisizione di azioni della Kohn Bank». Firmato alla fine a matita da Julius Streicher e controfirmato dal suo avvocato difensore. - DS parzialmente stampato, in tedesco, una pagina, 7,75 x 12,25, 25 novembre 1945. Documento intitolato: «Tribunale Militare Internazionale, Richiesta dell’imputato di citazione di un testimone». Streicher e il suo avvocato difensore richiedono la testimonianza del «sovrintendente capo della polizia Otto», spiegando (tradotto): «Questo testimone dovrebbe dichiarare che ogni anno facevo uscire dai campi di concentramento circa 20-30 ex membri del Partito Comunista Tedesco (KPD) e del Partito Socialdemocratico del Lavoro Tedesco (SDP). In questo modo mi sono attirato l’antipatia dei vertici della Gestapo a Berlino, e mi è stato suggerito di non liberare più così tanti prigionieri dai campi di concentramento. Otto saprà inoltre che per questo motivo sono stato rimproverato dal più alto tribunale del Partito e criticato per condotta antipatriottica e sabotaggio economico, soprattutto perché ho messo al lavoro tali ex membri del KPD proprio nell’industria degli armamenti». Firmato alla fine a matita da Julius Streicher e controfirmato dal suo avvocato difensore. Corredato da una traduzione in inglese dell’epoca. Rinforzato con cartoncino leggero e in ottime condizioni, con una striscia di ossidazione lungo la parte superiore del secondo documento. Queste due richieste in coppia rivelano la strategia difensiva perseguita da Streicher a Norimberga: prendere le distanze personalmente da specifici atti di violenza e repressione, presentandosi al contempo, a tratti, come un’influenza moderatrice all’interno del sistema nazista. Nella richiesta di Herrwerth, tuttavia, le stesse parole di Streicher lo collocano in un colloquio diretto con un Obergruppenführer delle SA la notte del 9 novembre 1938, riguardo alla «manifestazione proposta contro gli ebrei» — una straordinaria ammissione di vicinanza agli eventi della Notte dei cristalli, pur mentre cercava di dimostrare di aver successivamente condannato la violenza e attribuito la responsabilità degli eccessi alle SS. Il suo ulteriore riferimento alla Kohn Bank tocca altresì la questione più ampia dell’arianizzazione e del trasferimento coatto dei beni ebraici, questioni che avevano già avuto un ruolo di primo piano nei procedimenti per corruzione che posero fine al suo mandato di Gauleiter della Franconia nel 1940. La seconda istanza propone una linea difensiva diversa, in cui Streicher sostiene di aver ripetutamente ottenuto il rilascio di prigionieri comunisti e socialdemocratici dai campi di concentramento nonostante le obiezioni della Gestapo e delle autorità del partito nazista. Piuttosto che dimostrare un’opposizione al regime stesso, l’episodio rivela piuttosto le giurisdizioni concorrenti e le lotte di potere personali all’interno dello Stato nazista, in cui i leader regionali del partito potevano scontrarsi con l’apparato di polizia sempre più centralizzato di Himmler. Nel loro insieme, i due documenti mostrano Streicher mentre cerca di riscrivere la propria storia come un esempio di resistenza alla brutalità e di occasionale clemenza, anche se le sue stesse dichiarazioni lo collocano saldamente all’interno dell’apparato politico e amministrativo della persecuzione nazista. Streicher fu infine condannato per crimini contro l’umanità dal Tribunale militare internazionale e condannato a morte; fu giustiziato per impiccagione a Norimberga il 16 ottobre 1946.
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