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Documento di Wilhelm Frick firmato a Norimberga, in cui nega ogni responsabilità per i crimini nazisti nei territori occupati Documento parzialmente stampato, in tedesco, firmato “Frick”, una pagina, 8 x 12, 18 gennaio 1946. Documento intitolato (tradotto): «Tribunale militare internazionale, richiesta dell’imputato di convocazione di un testimone», redatto durante la preparazione della sua difesa per i processi di Norimberga. Frick e il suo avvocato difensore richiedono la testimonianza di «Stuckart», spiegando: «Egli era a capo dell’ufficio centrale del Ministero dell’Interno del Reich. È a conoscenza dei compiti e delle attività di tale ufficio. Quest’ultimo non aveva alcun potere esecutivo nei territori occupati. Rispetto agli altri ministeri, era un ufficio centrale burocratico di coordinamento per l’assimilazione delle leggi». Frick attesta che, per questi motivi, «non può essere ritenuto responsabile per quanto accaduto nei territori occupati. Non aveva alcuna influenza sugli organi esecutivi, in particolare sulla Polizia, nelle aree occupate, poiché questi non erano sotto la sua giurisdizione ma interamente sotto quella del Reichsführer SS». Firmato a conclusione a matita da Wilhelm Frick e controfirmato dal suo avvocato difensore. Rinforzato con cartoncino leggero e in ottime condizioni, con una striscia di ossidazione nella parte superiore. Lo scopo dichiarato di Frick era quello di stabilire che il suo ministero «non aveva alcun potere esecutivo nei territori occupati», che funzionava semplicemente come «un ufficio centrale burocratico di coordinamento per l’armonizzazione delle leggi», e che Frick, pertanto, «non può essere ritenuto responsabile per gli avvenimenti nei territori occupati», poiché la polizia rispondeva solo al Reichsführer-SS, non a lui. L’argomentazione crollò sotto il proprio peso. Wilhelm Stuckart, il testimone chiamato da Frick per scagionarlo, era egli stesso uno dei principali artefici delle leggi razziali di Norimberga e aveva partecipato alla Conferenza di Wannsee, il che lo rendeva un testimone di carattere compromesso, i cui stessi documenti furono utilizzati dall’accusa contro Frick. Il Tribunale respinse categoricamente la richiesta di assoluzione totale avanzata da Frick, ritenendo che questi avesse personalmente autorizzato e firmato i decreti che conferivano alla Gestapo la giurisdizione sui campi di concentramento, esteso le sue leggi discriminatorie alla Polonia occupata, e, in qualità di Protettore del Reich di Boemia e Moravia dal 1943, deteneva l’autorità amministrativa suprema mentre migliaia di ebrei cechi venivano trasportati dal ghetto di Theresienstadt ad Auschwitz. I giudici di Norimberga conclusero che, anche laddove Frick avesse lasciato l’applicazione quotidiana delle leggi a Himmler, egli rimaneva l’«architetto giuridico» che aveva costruito ed esteso la giurisdizione che rese possibile lo sterminio.
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