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Documento di Hermann Göring firmato a Norimberga: «Göring non era a conoscenza degli esperimenti condotti sui prigionieri a Dachau» Documento parzialmente stampato, in tedesco, firmato «Hermann Göring», una pagina, 7,75 x 12,75, 15 gennaio 1946. Documento intitolato (tradotto): «Tribunale militare internazionale, richiesta dell’imputato di convocazione di un testimone», redatto durante la preparazione della sua difesa per i processi di Norimberga. Göring e il suo avvocato difensore richiedono la testimonianza del «dott. Ramon von Ondarze», citando la sua conoscenza dei seguenti fatti: «Il testimone, che faceva parte dello staff personale dell’imputato e rispondeva a tutte le questioni sanitarie e mediche che si presentavano in quella sede, è a conoscenza dei seguenti fatti: Göring non sapeva nulla degli esperimenti condotti sui prigionieri a Dachau dal dottor Rascher e dal dottor Romberg». Göring richiede la testimonianza per confutare «l’accusa di aver commesso crimini contro l’umanità». Firmato alla fine a matita da Hermann Göring e controfirmato dal suo avvocato difensore, Otto Stahmer. Rinforzato con cartoncino leggero e in ottime condizioni. Accompagnato da una traduzione inglese dell’epoca, nonché da una copia ufficiale di una lettera di W. L. Mitchell, segretario generale del Tribunale militare internazionale di Norimberga, riguardante la richiesta di testimonianza. A Norimberga, la difesa di Göring cercò di distanziarlo personalmente dai famigerati esperimenti medici di Dachau condotti da Sigmund Rascher e Hans Romberg, che includevano test ad alta quota e di congelamento effettuati sui prigionieri dei campi di concentramento per ricerche legate a problemi operativi della Luftwaffe. Al dottor Ramon von Ondarza, medico di lunga data di Göring e membro del suo staff personale, era stato chiesto specificatamente di testimoniare che Göring non era a conoscenza degli esperimenti. Quando la richiesta fu discussa dinanzi al Tribunale il 23 febbraio 1946, il procuratore britannico Sir David Maxwell-Fyfe riconobbe che tale testimonianza avrebbe potuto essere rilevante, ma von Ondarza non era stato rintracciato; il tribunale autorizzò invece la testimonianza del feldmaresciallo Erhard Milch e lasciò aperta la possibilità di un interrogatorio qualora von Ondarza fosse stato rintracciato. Göring continuò a negare qualsiasi ruolo personale nell’assegnazione o nell’autorizzazione di esperimenti sui prigionieri dei campi di concentramento, sostenendo durante il processo di aver appreso delle attività di Rascher solo attraverso gli stessi procedimenti di Norimberga. Göring fu condannato per tutti e quattro i capi d’accusa a suo carico: cospirazione, crimini contro la pace, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Fu condannato a morte per impiccagione, ma si suicidò con il cianuro nella sua cella del carcere di Norimberga il 15 ottobre 1946, poche ore prima delle esecuzioni previste.
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