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Documento di Hermann Göring firmato a Norimberga - Richiesta di audizione come testimone per Birger Dahlerus, in cui si fa riferimento ai negoziati segreti di pace del 1939 con la Gran Bretagna Documento parzialmente stampato, in tedesco, firmato «Hermann Göring», una pagina su entrambi i lati, 7,75 x 12,75, 14 novembre 1945. Documento intitolato «Tribunale militare internazionale, richiesta dell’imputato di convocazione di un testimone», redatto durante la preparazione della sua difesa per i processi di Norimberga. Göring e il suo avvocato difensore richiedono la testimonianza di «Birger Dahlerus», un uomo d’affari svedese e direttore della fabbrica Bolinder a Stoccolma, citando la sua conoscenza di cinque fatti distinti (tradotti): «1) Nel luglio e nell’agosto del 1939, presso Soenke Nissen-Koog, Göring negoziò per creare un clima di intesa dopo i disordini causati dall’invasione della parte ceca della Cecoslovacchia. La negoziazione fu resa possibile grazie alla mediazione del testimone Dahlerus, d’intesa con Chamberlain. I negoziati sembravano avere buone prospettive di successo. 2) Quando, alla fine di agosto del 1939, fu sollevata la questione di Danzica, al fine di tentare una soluzione pacifica, Göring stabilì un contatto diretto con il ministro degli Esteri inglese Halifax, aggirando il Ministero degli Esteri tedesco. 3) Dopo che l’ambasciatore inglese era stato snobbato da Ribbentrop mentre gli leggeva la nota di risposta, Goering, venuto a conoscenza dell’accaduto, invitò immediatamente, per telefono, Henderson. Henderson rispose alla chiamata. Tra lui e Goering ebbe luogo una discussione nel corso della quale Goering spiegò a Henderson il significato della nota. A tal proposito, Goering chiese nuovamente l’aiuto di Henderson per indurre i polacchi a negoziare. 4) Goering era un oppositore del ministro degli Esteri von Ribbentrop, che considerava inadatto, poiché l’Inghilterra e la Francia lo avevano respinto. Chiese più volte che il Führer destituisse von Ribbentrop dalla carica di ministro degli Esteri. Göring attribuiva grande importanza all’instaurazione di relazioni con l’Inghilterra. 5) Sia dopo la guerra contro la Polonia che dopo quella contro la Francia, Göring tentò nuovamente di raggiungere una soluzione pacifica e offrì al Führer i propri contatti con i paesi stranieri a scopo di mediazione. Rinforzato con cartoncino leggero e in ottime condizioni. Corredato da una traduzione inglese dell’epoca. Birger Dahlerus, un industriale svedese con stretti legami sia in Gran Bretagna che in Germania, divenne un intermediario non ufficiale durante gli ultimi frenetici giorni prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, facendo da tramite tra Göring e alti funzionari britannici nel tentativo di scongiurare le ostilità. A Norimberga, Göring citò quei negoziati come prova del fatto che si era adoperato per una soluzione pacifica, aggirando Ribbentrop per comunicare con Lord Halifax e Sir Nevile Henderson e insistendo per la ripresa dei colloqui su Danzica. Dahlerus testimoniò effettivamente al processo nel marzo 1946, inizialmente chiamato dalla difesa dello stesso Göring, e confermò molti dettagli della diplomazia segreta; tuttavia, durante il controinterrogatorio, la sua testimonianza mise in luce anche i limiti della versione di Göring, tra cui il fatto che le intenzioni militari tedesche di cruciale importanza gli fossero state nascoste mentre veniva utilizzato come intermediario. Anziché presentare Göring come un oppositore della guerra di aggressione, la testimonianza di Dahlerus illustrò come le iniziative diplomatiche si svolgessero parallelamente ai preparativi per l’invasione della Polonia, iniziata il 1° settembre 1939. In definitiva, la testimonianza di Dahlerus danneggiò, anziché rafforzare, la difesa di Göring, minando il suo tentativo di presentarsi come un coerente sostenitore della pace e mettendo a nudo il carattere ingannevole della diplomazia che circondò lo scoppio della guerra. Göring fu riconosciuto colpevole di tutti e quattro i capi d’accusa dinanzi al Tribunale Militare Internazionale e condannato a morte; si suicidò con il cianuro il 15 ottobre 1946, poche ore prima dell’esecuzione prevista.
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