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Documento di Hermann Göring firmato a Norimberga, in cui invoca l’Accordo di Monaco nella sua difesa intitolata “La pace nel nostro tempo” Documento parzialmente stampato, in tedesco, firmato “Hermann Göring”, una pagina, 8 x 12,75, 12 dicembre 1945. Documento intitolato (tradotto): «Tribunale militare internazionale, richiesta dell’imputato di convocazione di un testimone», redatto durante la preparazione della sua difesa per i processi di Norimberga. Göring e il suo avvocato difensore richiedono la testimonianza di «Francois-Poncet», citando la sua conoscenza dei seguenti fatti: «Il testimone sa che Göring esercitò con successo la propria influenza in occasione della questione dei tedeschi dei Sudeti nell’autunno del 1938 al fine di raggiungere una soluzione pacifica e la conclusione del Trattato di Monaco». Göring richiede la testimonianza per confutare «l’accusa secondo cui Göring volesse una guerra di aggressione». Firmato alla fine a matita da Hermann Göring e controfirmato dal suo avvocato difensore, Otto Stahmer. Rinforzato con carta d’archivio e in ottime condizioni. André François-Poncet ricoprì la carica di ambasciatore francese in Germania dal 1931 al 1938 e ebbe ampi contatti diretti con Göring negli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale. Nel cercare di ottenere la sua testimonianza a Norimberga, Göring sperava di avvalersi di un diplomatico europeo rispettato per sostenere un tema centrale della sua difesa: che durante la crisi dei Sudeti del 1938 egli avesse agito come forza moderatrice, contribuendo a indirizzare il confronto verso l’Accordo di Monaco piuttosto che verso la guerra. Göring ripropose in seguito la stessa argomentazione dal banco dei testimoni, descrivendo il proprio ruolo nella crisi come uno sforzo volto a garantire una soluzione pacifica. Tale difesa presentava un’evidente debolezza: l’Accordo di Monaco trasferì i Sudeti alla Germania nel settembre 1938, ma nel marzo 1939 le forze tedesche occuparono i restanti territori cechi. A Norimberga, l’accusa sottolineò inoltre le prove secondo cui gli alti funzionari nazisti consideravano gli accordi internazionali vincolanti solo nella misura in cui servivano agli interessi tedeschi. Pertanto, il tentativo di Göring di presentare Monaco come prova della sua opposizione alla guerra di aggressione si contrapponeva all’ampio corpus documentale relativo all’espansione tedesca e ai successivi preparativi militari.
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