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Seconda guerra mondiale: mappa giapponese del Pacifico con annotazioni relative all’“offensiva di Nimitz” e alla “controffensiva di MacArthur” (1944 circa) Mappa giapponese originale dei Mari del Sud risalente alla Seconda guerra mondiale, «最新南洋詳細圖» (Mappa dettagliata più recente dei Mari del Sud), 30,75 x 19,75, prima edizione, stampata il 25 marzo e pubblicata il 30 marzo 1941 dalla Nihon Tōsei Chizu Kabushiki Kaisha, Tokyo, con copyright detenuto dalla Kudan Shobō, contrassegnata con la dicitura "不許複製" (riproduzione vietata). La mappa a colori copre il Pacifico occidentale dalla Birmania, dall’Indocina francese e dalla Cina meridionale verso est fino a Kyushu e all’isola di Wake, e verso sud attraverso le Filippine, le Indie orientali olandesi, la Nuova Guinea e le Isole Salomone, con una legenda che identifica ferrovie, rotte marittime, cavi sottomarini, stazioni radio, porti principali e sedi diplomatiche giapponesi. I confini stampati indicano il Mandato dei Mari del Sud del Giappone e il territorio recentemente ceduto dall’Indocina francese alla Thailandia. La mappa è stata annotata con pastelli rossi, rosa e blu per tracciare l’avanzata americana prevista attraverso il Pacifico: un’ampia freccia rossa che parte dalla Nuova Guinea, con la didascalia «マッカーサー反攻» (controffensiva di MacArthur); una seconda freccia che si estende verso nord-ovest attraverso le Isole Caroline, con la didascalia “ニミッツ攻勢” (offensiva di Nimitz); e una freccia più stretta che si dirige a nord dalle Marianne verso Iwo Jima, con la didascalia “陽攻”. Altri segni includono linee lungo la costa cinese, frecce vicino alle Isole Ryukyu e cerchi attorno all’Isola di Wake e a diversi punti nelle Filippine e nella Cina meridionale. Accompagnata da un foglio dattiloscritto, intitolato “Spiegazione dei simboli presenti nella mappa dell’Oceano Pacifico”, che interpreta le annotazioni, in parte: “Questa è la mappa dell’Oceano Pacifico dell’ultima edizione giapponese. È stata utilizzata dagli ufficiali militari giapponesi per valutare le strategie di contrattacco della Marina degli Stati Uniti...Il grande segno a matita rossa (quello in alto) indica la direzione di movimento della flotta comandata dall’ammiraglio Nimitz; mentre l’altro segno a matita rossa vicino all’isola della Nuova Guinea [sic] indica la direzione del contrattacco della flotta comandata dall’ammiraglio MacAuther [sic]...Poiché a questi due ideogrammi è associato un punto interrogativo, ciò significa che il grosso delle forze statunitensi non sta effettivamente attaccando il territorio giapponese in quella direzione indicata dalla freccia rossa più piccola. Si tratta in realtà di un espediente [sic] per distogliere l’attenzione delle forze nemiche.” Conservati insieme in una busta protettiva di plastica. In ottime condizioni, con ingiallimento, macchie di umidità e segni di usura generali, tra cui perdite di carta, strappi riparati con nastro adesivo e separazioni lungo le pieghe. Pubblicata più di otto mesi prima di Pearl Harbor, questa mappa raffigura la regione in cui il Giappone si sarebbe presto espanso, mentre le sue annotazioni riflettono la successiva controffensiva alleata. Le due frecce principali corrispondono grosso modo alle avanzate complementari che misero sotto pressione il perimetro difensivo giapponese da direzioni molto distanti tra loro: la campagna del generale Douglas MacArthur lungo la Nuova Guinea verso le Filippine e l’avanzata dell’ammiraglio Chester Nimitz attraverso il Pacifico centrale, qui raffigurata mentre attraversa le Isole Caroline. Questa doppia strategia, avviata dalla fine del 1943, divise le difese giapponesi e complicò i tentativi di anticipare il prossimo sbarco alleato. Una freccia separata, più stretta, si dirige a nord dalle Marianne verso Iwo Jima, contrassegnata con la scritta «陽攻?» (attacco di diversione?), suggerendo un tentativo di valutare se quella rotta rappresentasse una manovra diversiva o una spinta principale verso il Giappone. Le Marianne e Iwo Jima divennero obiettivi principali degli americani: le forze statunitensi sbarcarono a Saipan il 15 giugno 1944, e le Marianne divennero la base per i raid dei B-29 sul Giappone, mentre Iwo Jima, situata lungo la rotta dei bombardieri verso Tokyo, fu invasa dai Marines statunitensi il 19 febbraio 1945. La spiegazione allegata attribuisce i simboli agli ufficiali militari giapponesi, ma la loro paternità e la data rimangono non verificate. Il foglio stesso si riferisce alla flotta giapponese come alla «Marina nemica» e agli Alleati come alle «Forze combinate», suggerendo che sia stato redatto dalla parte alleata.
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