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La corazzata tedesca Bismarck: fascicolo originale contenente 258 messaggi navali segreti decifrati (1941), che documentano il suo inseguimento e l’affondamento Fascicolo originale contenente 258 messaggi navali segreti decifrati che documentano l’inseguimento e l’affondamento della corazzata tedesca Bismarck, datati dal 23 al 27 maggio 1941, contenuto in un raccoglitore con etichette sul dorso recanti le diciture: “S-329a, Registro dei segnali, Originali” e “Registro n. 2”. Composto da messaggi scritti a matita e da copie carbone su moduli di segnalazione segreti, il fascicolo registra le comunicazioni provenienti dall’Ammiragliato, dalle navi della Flotta Nazionale, dalla base navale di Scapa Flow e dagli aerei di supporto durante l’intero inseguimento e lo scontro finale. I messaggi iniziano alle 00:50 del 23 maggio con una comunicazione dell’Ammiragliato alle navi britanniche che riferisce dell’avvistamento della Bismarck, di circa 45.000 tonnellate. Durante i primi scontri, una delle navi da guerra britanniche stabilì un contatto visivo alla distanza pericolosamente ravvicinata di sei miglia, e la «Bismarck» sparò i primi colpi. Intorno alle 5 del mattino del 24 maggio, la «Prince of Wales» segnalò all’Ammiragliato la presenza di una probabile corazzata a una distanza di 17 miglia; circa nello stesso momento, la «Hood» confermò il contatto. Nel giro di un’ora, la Hood era stata affondata con la perdita di 1.415 vite umane e la Prince of Wales era stata gravemente danneggiata; entrambi gli eventi furono registrati nei messaggi. Alle 6:37 del mattino: «HOOD affondata... Procedere alla ricerca dei sopravvissuti». Quarantatre minuti dopo: «La Prince of Wales ha il ponte di comando fuori uso». Alle 7:57 del mattino, in un messaggio classificato come «emergenza», la Suffolk riferì a Scapa che la Prince of Wales aveva messo a segno due colpi sulla Bismarck e che la sua velocità era stata ridotta. Alle 10:29 del mattino, la Norfolk comunicò via radio che «il nemico naviga a zigzag», e un altro messaggio indicava che stava lasciando una «considerevole scia di olio combustibile». L’Ammiragliato inviò praticamente tutte le navi disponibili, comprese le portaerei, all’inseguimento, ma la Bismarck non fu nuovamente rintracciata. All’alba fu ordinato di avviare una ricerca aerea, che proseguì invano per tutta la giornata del 25 maggio. L’Ammiragliato ipotizzò correttamente che la Bismarck si stesse dirigendo verso la Francia occidentale e, alle 10:30 del mattino seguente, un aereo la avvistò. Nel tentativo di rallentare la fuga della corazzata danneggiata e consentire al corpo principale della flotta di avvicinarsi, i bombardieri siluranti Swordfish provenienti dall’Ark Royal sferrarono un primo attacco, associato nel resoconto fornito a un rapporto delle 18:41: «la forza d’attacco non ha messo a segno alcun colpo». Un attacco successivo, alle 20:47, mise a segno due colpi su 13 siluri lanciati. Uno colpì la cintura corazzata senza sortire alcun effetto, ma l’altro danneggiò le eliche, distrusse il meccanismo di governo e bloccò i timoni. Un segnale successivo, alle 00:46 del 27 maggio, proveniente dalla forza d’attacco, riferiva: «Dopo essere stata silurata, la corazzata tedesca Bismarck ha compiuto giri completi su se stessa e ha ridotto la velocità». I segnali descrivono la sua rotta irregolare durante questa fase finale dell’inseguimento, con virate da babordo a tribordo e viceversa. Durante la notte, diversi cacciatorpediniere sferrarono attacchi con siluri. Alle 2:12 del mattino, uno di essi riferì: «Un colpo a segno confermato. Incendio sul castello di prua». Alle 2:34 del mattino, la corazzata fu segnalata come ferma, ma pochi minuti dopo era di nuovo in navigazione «ed è ancora in grado di sparare con fuoco intenso e preciso». Continuò a navigare a zigzag e alle 10:22 del 27 maggio la Dorsetshire ricevette il laconico ordine: «silurare la corazzata tedesca a distanza ravvicinata». Quarantacinque minuti dopo, segnalò: «Ho silurato la Bismarck su entrambi i fianchi prima che affondasse. Aveva cessato il fuoco, ma la sua bandiera sventolava ancora». In condizioni da molto buone a ottime, con segni di usura sui bordi e macchie, più evidenti nelle pagine iniziali e finali; la rilegatura presenta parti arrugginite e segni di usura generali. Accompagnata da una custodia da esposizione personalizzata rilegata in tela. Varata nel febbraio 1939, la corazzata all’avanguardia Bismarck incarnava l’ambizione di Adolf Hitler di far rinascere la marina di superficie tedesca. L’intenzione era che essa eludesse il rilevamento mentre seminava il caos tra i convogli alleati che rifornivano la Gran Bretagna. Il suo inseguimento e affondamento divennero uno degli scontri navali più famosi e importanti della Seconda guerra mondiale, con conseguenze sia per la sicurezza marittima della Gran Bretagna sia per l’impiego da parte della Germania delle navi da guerra di superficie nell’Atlantico. Winston Churchill descrisse la posta in gioco in *La Seconda Guerra Mondiale*: «Se fosse sfuggita, le conseguenze morali della sua sopravvivenza, oltre ai danni materiali che avrebbe potuto infliggere alla nostra flotta mercantile, sarebbero state disastrose. Sarebbero sorti molti dubbi riguardo alla nostra capacità di controllare gli oceani, e questi sarebbero stati diffusi in tutto il mondo a nostro grande danno». Era una battaglia che la Gran Bretagna doveva vincere. L’ammiraglio Karl Dönitz ne descrisse l’importanza dal punto di vista tedesco nelle sue memorie: «L’affondamento della Bismarck aveva… dimostrato che il nemico aveva migliorato il proprio sistema di pattugliamento dell’Atlantico a tal punto che le nostre navi di superficie non potevano ovviamente più operare in quelle zone marittime».
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