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19 novembre | 10:00 PM
RR Auction

7015 - Disastro dell’Hindenburg: biglietto originale, radiogramma, lista dei vini e frammento di porcellana cinese dello Zeppelin recuperati dalle macerie

Base d'asta

1.000 USD (892 €)

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Stima

20.000 - 25.000 USD (17.000 - 23.000 €)

Diritti d'asta

25%

Disastro dell’Hindenburg: biglietto originale, radiogramma, lista dei vini e frammento di porcellana cinese dello Zeppelin recuperati dalle macerie Straordinaria collezione di quattro oggetti recuperati dalle macerie dell’LZ 129 Hindenburg in seguito alla sua distruzione a Lakehurst, nel New Jersey, il 6 maggio 1937, di cui fanno parte il biglietto di viaggio e il radiogramma inviato durante il volo da Philip Mangone, lo stilista newyorkese la cui sopravvivenza fu annunciata da Herb Morrison nella più famosa trasmissione radiofonica di un testimone oculare del disastro. Insieme, il biglietto e il radiogramma documentano il viaggio di Mangone dall’imbarco a Francoforte fino alla vigilia dell’atterraggio a Lakehurst. Da notare inoltre che il biglietto di Mangone è uno dei soli due conosciuti sopravvissuti dall’ultimo volo dell’Hindenburg, mentre la carta dei vini di bordo è l’unico esemplare noto recuperato dal disastro. Il lotto comprende: - Il biglietto di viaggio della Deutsche Zeppelin-Reederei di Mangone, 5,25 x 3,5, parzialmente stampato in cinque lingue e dattiloscritto con il suo nome, «Herrn Philip Mangone», il dirigibile «Hindenburg», la data «3. maggio 1937”, la tratta da “Frankfurt a.M.” a “Lakehurst” e la tariffa, “RM 1000”; sul retro sono riportate le condizioni di trasporto. - Modulo di radiotelegramma, 7,75 x 7,25, ricevuto a bordo del dirigibile tramite «Chathamradio wcc», la stazione radio navale-terra della RCA a Cape Cod, alle 20:33 ora di Greenwich del 5 maggio 1937, il giorno prima del disastro, dattiloscritto a nome di «philip mangone dekka», utilizzando il segnale di chiamata radio dell’Hindenburg, a bordo dell’«Hindenburg», e recante in parte la dicitura: «will meet yo[u]». - Menu dei vini a bordo dell’Hindenburg, delle dimensioni di 9,5 x 7 da aperto, con la copertina recante la scritta «An Bord des Luftschiffes “Hindenburg”» e l’interno che elenca vini bianchi, spumanti, vini da dessert e bevande analcoliche con i prezzi in Reichsmark. Tra i prodotti di spicco figurano uno “Schloß Johannisberg Cabinett Gelblack” e un “34er Wehlener Nonnenberg” a “6.—” a bottiglia, un Riesling Auslese della Nahe in formato “Magnum” a “9.—” e Champagne di “Pommery & Greno” e “1928er Dry Monopol Heidsieck”. - Frammento di un piatto in porcellana della Deutsche Zeppelin-Reederei, 3,75 x 3,25, recante l’emblema della compagnia (globo e dirigibile) all’interno di un bordo dorato e blu. In condizioni complessivamente molto buone, con segni di usura e danni prevedibili dovuti all’incidente, tra cui forte sporco, macchie e perdite ai bordi della lista dei vini. Secondo il venditore, tutti e quattro gli oggetti sono stati recuperati dai rottami a Lakehurst. Accompagnati da un ritaglio d’epoca tratto da “Crash Covers”, un breve articolo riguardante la corrispondenza recuperata dal disastro dell’Hindenburg, pubblicato su The New Yorker il 29 maggio 1937. Nato nel sud Italia da una famiglia di sarti, Philip Mangone (1884-1957) emigrò a New York da bambino e fondò la Mangone Models nel 1916, avviando un’attività di abiti e cappotti da donna i cui modelli venivano venduti in oltre 200 negozi in tutto il paese. Frequente viaggiatore transatlantico, aveva prenotato un posto sull’ultimo viaggio della Lusitania nel 1915, ma aveva annullato la prenotazione all’ultimo minuto. Di ritorno da un viaggio d’affari in Europa nel maggio 1937, si imbarcò sull’Hindenburg a Francoforte la sera del 3 maggio. Due giorni dopo l’inizio della traversata, la sera del 5 maggio, gli giunse un radiogramma tramite la Chatham Radio di Cape Cod, la stazione radio navale più trafficata del Paese, con la breve promessa: «Ti verremo a prendere». Mentre il dirigibile si avvicinava al suo palo di ormeggio a Lakehurst il 6 maggio, Mangone stava osservando l’atterraggio dai finestrini del ponte passeggeri quando la poppa fu avvolta dalle fiamme. Ruppe un finestrino con una sedia e si lanciò mentre il dirigibile precipitava verso terra, solo per rimanere intrappolato sotto la struttura in fiamme. Gravemente ustionato, scavò un buco nel terreno e si fece strada fuori da sotto le macerie. Sul campo, la figlia di Mangone, Catherine, aveva scavalcato la recinzione per cercare suo padre quando fu fermata da Herb Morrison, l’annunciatore della WLS di Chicago che stava registrando l’atterraggio. Morrison le chiese il nome di suo padre e le promise che, se lo avessero trovato vivo, lo avrebbe trasmesso in onda affinché la famiglia sapesse che stava bene. Pochi minuti dopo, Morrison si imbatté proprio in Mangone, stordito e barcollante mentre si allontanava dall’incendio, e lo condusse da sua figlia e su un’ambulanza. Poi tornò al microfono e mantenne la promessa: «L’ho afferrato: è Philip Mangone. Philip Mangone, M-A-N-G-O-N-E, di New York... ha ustioni terribili alle mani e al viso... ma cammina e parla, in modo chiaro e distinto, e mi ha detto che si è lanciato!» Mangone trascorse sei mesi in ospedale e subì innesti cutanei alle mani, ma si riprese e riprese la sua carriera, disegnando in seguito l’uniforme e il cappotto del Women’s Army Corps durante la Seconda guerra mondiale. La registrazione di Morrison, con il suo grido angosciato «Oh, l’umanità!», rimane la più famosa testimonianza oculare del disastro, e il nome di Mangone vi è conservato come uno dei primi sopravvissuti annunciati al mondo.

Testo tradotto da DeepL.
Fa fede solo la versione originale

Asta

Asta RR: Seconda guerra mondiale
giovedì 19 novembre
10:00 PM
1 NH-101A Suite 3, Amherst, NH 03031, United States
03031 Amherst, Stati Uniti
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