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Blanche Hoschedé-Monet (francese, 1865-1947) I pioppi Tela. Iscrizione manoscritta "Claude Monet" sul retro. Numerazione a gesso in blu. Marchio sul telaio del commerciante di colori e tele «Rey & Cie Paris». Altezza 46, Larghezza 54 cm. Danni, mancanze e restauri. Provenienza: - donato alla cuoca di Claude Monet, Marguerite Lavenue, nata Pasquier (1895-1985); - tramandato al signor Jean-François Lavenue, suo figlio; - collezione privata, Châteauroux. Il signor Philippe Piguet ha confermato l’autenticità di quest’opera e ha redatto un certificato in data 4 settembre 2026 che sarà consegnato all’acquirente. L’opera sarà inclusa nel catalogo ragionato in fase di preparazione con il riferimento «BHM 69-1». Allegati: serie di documenti, tra cui la corrispondenza di Blanche Hoschedé-Monet con Jean-François Lavenue datata 5 febbraio 1945 (?), 3 gennaio e 1° ottobre 1946. RICORDO DELLA CUOCINA DI MONET Figlia di Ernest Hoschedé (1837-1891), mecenate di Claude Monet, Blanche è al tempo stesso modella e allieva di quest’ultimo. Il suo apprendistato di pittura al suo fianco inizia nel 1876. «Guarda la natura e dipingi ciò che vedi, come meglio puoi» sono le parole benevole del maestro rivolte a Blanche. Lei seguirà questo consiglio per tutta la sua carriera di pittrice. Claude e Blanche trascendono i paesaggi in cui i corsi d’acqua e gli alberi diventano i loro temi preferiti. Questa tela ricorda quindi la composizione di Monet «Sous les Peupliers, effet de soleil» del 1887 (in Daniel Wildenstein, «Claude Monet catalogue raisonné», Colonia, Taschen, vol. III, p. 430, n. 1135). I tre alberi a destra presentano infatti un’evidente somiglianza nella loro rappresentazione. Blanche si distacca tuttavia da qualsiasi raffigurazione umana, al contrario del suo maestro che, dipingendo dal vero, immortalò il ritratto con l’ombrello di Suzanne, la sorella della sua allieva. Il nostro quadro testimonia i rapporti tra i membri del «clan Monet». Diventata nuora del pittore nel 1892, quando sua madre Alice lo sposò, Blanche rafforzò ulteriormente questi legami nel 1897 sposando Jean, il figlio maggiore di Monet. Questo quadro testimonia inoltre la fedeltà e i rapporti di fiducia che i Monet intrattenevano con gli uomini e le donne di Giverny al loro servizio, come Marguerite e Paul Lavenue. Marguerite, nata Pasquier, iniziò a lavorare presso i Monet come cameriera intorno al 1917 (Signora Robert Piguet, Dichiarazione sull’onore, 28 gennaio 1974). Inizia ad apprendere l’arte culinaria da Mélanie Le Ray, al loro servizio dal 1915 al 1919. Alla fine della Prima guerra mondiale, Marguerite lascia Giverny (Jean-François Lavenue, documento manoscritto). Sposò Paul Lavenue (1890-1965) nell’aprile del 1921. La coppia acquistò «La Beauchette» verso il giugno del 1922. Blanche Hoschedé-Monet (1865-1947) propose loro di tornare a Giverny. Per garantire il ritorno di Marguerite, Claude Monet si sarebbe offerto di farsi garante del prestito che i Lavenue avevano contratto. Tornarono al servizio del maestro nel 1922 (Piguet, op. cit.) o nel 1923 (Lavenue, op. cit.). Marguerite diventa così l’ultima cuoca di Claude Monet, mentre Paul viene assunto come domestico. Sembra dimostrare un certo talento, preparando sia marinate che salse e altri piatti americani in occasione delle visite del pittore Théodore Butler (cfr. Claire Joyes, «Monet at Giverny», p. 31). La coppia ripartì nel marzo 1925, per tornare dopo la morte di Monet (Piguet e Lavenue, op. cit.). In questa vendita è presentata anche una fotografia firmata dal pittore e proveniente dalla stessa collezione. Reca la dedica: «A Marguerite Lavenue, ricordo di un buongustaio». Il loro figlio, Jean-François Lavenue, nasce il 25 aprile 1925. Blanche Hoschedé-Monet ne è la madrina. I Lavenue sembrano tornare a Giverny nel 1927, per lasciarla definitivamente solo nel 1940. Brice Langlois
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