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AGOSTINO BELTRANO (Napoli, 1607 – 1662) - Il martirio di San Sebastiano Olio su tela. Dimensioni: 138 x 184 cm. Agostino Beltrano fu uno dei più importanti esponenti della pittura barocca napoletana nella prima metà del XVII secolo, sviluppando uno stile profondamente influenzato dal naturalismo caravaggesco e dalla tradizione pittorica napoletana del suo tempo. L’opera raffigura il martirio di San Sebastiano, uno dei santi più venerati della Controriforma, rappresentando il momento del suo tormento con una composizione di grande intensità drammatica e una solida costruzione anatomica delle figure. L’attribuzione ad Agostino Beltrano è stata proposta dal professor Nicola Spinosa ed è avvalorata da diverse caratteristiche stilistiche tipiche del maestro napoletano. Particolarmente significativo è il paesaggio che si apre sul lato sinistro della composizione, strettamente paragonabile a quello che appare nel noto «Lot e le sue figlie» della collezione Molinari Pradelli, dove si osserva una concezione simile dello spazio e della natura. Mostra inoltre chiare affinità con le tele raffiguranti l’Adorazione del Vitello d’oro e il Ritorno in terra di Canaan, conservate nella Collezione Baratta a Napoli ed esposte nella mostra «Civiltà del Seicento». Queste opere rivelano lo stesso interesse per gli sfondi paesaggistici di ampio respiro, caratterizzati da una vegetazione fitta ed esuberante, elemento ricorrente nell’opera dell’artista. La monumentalità delle figure, la modellazione scultorea dei corpi, l’uso di luci contrastanti e l’integrazione del paesaggio come parte attiva della narrazione collocano quest’opera saldamente nelle migliori tradizioni del barocco napoletano. La qualità pittorica della tela e le somiglianze compositive e formali con altre opere riconosciute di Beltrano rafforzano un’attribuzione pienamente coerente con il suo catalogo ragionato. Provenienza: importante collezione privata italiana. Lotto in deposito internazionale (all’interno dell’UE). ...
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