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Gaetano Recco (Napoli, attivo nella seconda metà del XVII secolo) – Le lacrime di San Pietro, 1680 circa. Olio su tela. Dimensioni: 75 × 63 cm. Ringraziamo Stefano Causa per l’aiuto fornito nella catalogazione di quest’opera. Una magnifica rappresentazione devozionale di San Pietro in penitenza, attribuita dal professor Stefano Causa a Gaetano Recco, uno dei maestri più interessanti e poco conosciuti del tardo barocco napoletano. L’opera, databile intorno al 1680, è un esempio della pittura religiosa intima che fiorì a Napoli negli ultimi decenni del XVII secolo. Il santo è raffigurato a mezzo busto, con lo sguardo rivolto al cielo e le mani giunte in segno di penitenza, in una composizione di intenso dramma psicologico ottenuta grazie a un potente chiaroscuro che ricorda Caravaggio. Secondo lo studio di Stefano Causa, il dipinto dimostra una chiara formazione nell’ambito napoletano influenzato da Jusepe de Ribera, evidente nel vigore anatomico, nella modellazione delle mani e nel trattamento espressivo del volto, sebbene reinterpretata con uno stile più tardo che incorpora echi dell’opera matura di Luca Giordano. Lo studioso respinge espressamente un’attribuzione alla scuola veneziana e colloca l’opera all’interno della produzione nota di Gaetano Recco, mettendola in stretta relazione con il «San Giuseppe» firmato conservato nella Quadreria del Pio Monte della Misericordia a Napoli e con altre versioni delle «Lacrime di San Pietro» presenti in collezioni private e precedentemente attribuite ad Andrea Vaccaro. Gaetano Recco apparteneva alla celebre dinastia di pittori napoletani capeggiata da Giuseppe Recco (1635–1695), sebbene, a differenza del padre e del resto della famiglia, concentrasse la propria produzione principalmente sulla pittura religiosa. La documentazione esistente lo colloca attivo a Napoli tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, nonché a Madrid intorno al 1700, dove realizzò un’Immacolata Concezione per il Convento dei Trinitari Scalzi. Tra le sue opere documentate ...
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