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L'ESCLUSIVA REPLICA FUNZIONANTE DEL MITICO DIAMANTE PERDUTO "CHELENGK", DONATO ALL'AMMIRAGLIO LORD NELSON DAL SULTANO SELIM III DI TURCHIA DOPO LA BATTAGLIA DEL NILO DEL 1798 realizzata da Philip Denyer, Londra, 2017, sulla base di un disegno del Chelengk rinvenuto al College of Arms; decorata con smalti e incastonata in argento e oro con quasi quattrocento diamanti a taglio rosa recuperati da gioielli del XVIII secolo, il più grande incastonato al centro sopra un diamante a rosa a forma di pera, insieme a un unico rubino birmano a cabochon; la stella ottomana all’interno di una corona di capolini smaltati di bianco, montata su un meccanismo a orologeria nascosto destinato a ruotare quando indossato, con chiave di carica intagliata in legno della “Victory” raffigurante il cappello bicorno di Nelson con targhetta d’oro incisa, il tutto contenuto in una valigetta di pelle di Marocco rossa in stile Giorgio III con manico d’argento, Londra, 1802, e con una targhetta d’oro aggiunta in seguito con inciso lo stemma del Chelengk di Nelson — 7 pollici (18 cm) di altezza; la valigetta — 2½ x 13 x 7½ pollici (6,3 x 33 x 19 cm); accompagnato da un certificato del Gem & Pearl Laboratory n. 04554, datato 14 settembre 2011, che attesta che la perla di rubino sfusa forata è di origine naturale birmana, senza tracce di trattamento termico, e pesa 2,51 carati. Dopo la battaglia del Nilo del 1798, il sultano Selim III di Turchia donò all’ammiraglio Lord Nelson uno straordinario gioiello da turbante in riconoscimento della sua vittoria sulla flotta francese che occupava l’Egitto ottomano. Conosciuto come Çelenk, in inglese Chelengk o «Piuma del Trionfo», un tradizionale riconoscimento ottomano per il valore, il gioiello fu il primo riconoscimento di questo tipo conferito da un sultano a un destinatario non musulmano e fu consegnato a Nelson da una delegazione turca nel corso di una cerimonia tenutasi a Palazzo Sessa, residenza di Sir William Hamilton a Napoli, nel dicembre del 1798, poco prima che Nelson evacuasse la famiglia reale napoletana in Sicilia. Con un piumaggio di diamanti scintillanti che rappresentava le tredici navi nemiche catturate o distrutte durante la battaglia e che, secondo alcune voci, valeva 10.000 sterline (1 milione di sterline odierne), il gioiello fece scalpore in Inghilterra, dando il via a una moda per aigrette tempestate di gemme dall’aspetto simile. Incastonato in una corona tremolante di capolini smaltati di bianco, il motivo centrale a stella ottomana era dotato di un ingegnoso meccanismo a orologeria che ruotava quando indossato accanto a un unico rubino cabochon, tradizionalmente ritenuto in grado di proteggere chi lo indossava dal male. Non sapendo bene come sfoggiare il suo gioiello, Nelson iniziò a indossarlo sul cappello da marinaio come un ornamento da turbante, suscitando la disapprovazione del re Giorgio III. Inoltre, arricchì il proprio stemma con il Chelengk come cimiero araldico. Dopo la morte di Nelson a Trafalgar, il gioiello fu ereditato, insieme alle altre onorificenze, da suo fratello William Nelson, nominato primo conte Nelson, la cui figlia Charlotte e, in seguito, la sua seconda moglie Hilare lo indossarono a corte. A metà del XIX secolo, Charlotte ridusse le dimensioni del gioiello e ne rimosse il meccanismo a orologeria, conferendogli la forma più familiare che conosciamo oggi. Lo trasmise a suo figlio, il generale Alexander Hood, visconte di Bridport, il quale nel 1895 lo vendette da Christie’s per 710 sterline (circa 75.000 sterline odierne). Acquistato da un altro membro della famiglia, il «Chelengk» fu esposto nella Painted Hall del Royal Hospital di Greenwich prima di essere venduto nuovamente, nel 1929, a Sarita, Lady Barclay, la quale, con l’aiuto del National Art Collection Fund, lo donò alla nazione. Nel 1937, il gioiello fu trasferito al National Maritime Museum di Greenwich, appena inaugurato, e, dopo un soggiorno nel Somerset durante la guerra, rimase esposto nella Nelson Gallery fino a quando non fu rubato nella notte del 10 giugno 1951, per non essere mai più ritrovato. Nel 1994, un ladro di furti con scasso di nome George “Tatters” Chatham confessò il crimine, affermando di averlo venduto per “alcune migliaia” di sterline e che era stato smontato per ricavarne i diamanti. Nelson depositò un disegno del suo nuovo Ordine presso il College of Arms di Londra, dove rimase sconosciuto fino alla riscoperta nel 2017 e divenne oggetto del libro Nelson’s Lost Jewel di Martyn Downer. Questa ricerca ha permesso di realizzare questa replica esatta e funzionante (commissionata al maestro orafo Philip Denyer), consentendo al «Chelengk» di essere ammirato per la prima volta dopo quasi 200 anni. Svelato in occasione del Trafalgar Day del 2017 nella cabina di Nelson a bordo della H.M.S. Victory, è stato oggetto di un simposio alla Goldsmiths’ Hall ed è stato esposto a Portsmouth, Londra e Istanbul; è stato inoltre presentato sulla rivista The Sunday Telegraph Magazine nel marzo 2018.
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