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Pierre-Antoine DEMACHY (1723-1807) Capriccio architettonico neoclassico, forse l'interno della chiesa di Sainte Geneviève Olio su tela Firmato e datato in basso a destra (data difficile da decifrare, probabilmente): 1787 Dimensioni: 210 × 151 cm Provenienza: - Probabilmente commissionato all’artista da Antoine, VIII duca di Gramont (1755-1836), - poi, molto probabilmente per via ereditaria, fino ad Armand, XII duca di Gramont (1879-1962), - trasmesso al suo ultimo figlio, il conte Charles de Gramont (1911-1976), - per eredità, alla sua nuora, fino ad oggi. Descrizione: Il nostro dipinto è ad oggi l’esempio più monumentale dell’arte di Demachy, realizzato verosimilmente l’anno successivo alla sua nomina a professore di prospettiva presso l’Accademia Reale di Pittura. Questa veduta testimonia la maestria dell’artista non solo per l’accuratezza delle sue architetture, ma anche per la sua disinvoltura nel rendere la luce sulla pietra scolpita. Demachy ci colloca in un contesto temporale difficile da definire con precisione. Infatti, l’architettura sembra fortemente ispirata ai progetti iniziali dei due grandi monumenti religiosi neoclassici allora in fase di realizzazione: la chiesa della Madeleine, di Contant d’Ivry, e la chiesa di Sainte-Geneviève, di Soufflot. Il pittore conosceva bene questi cantieri, avendo realizzato una veduta prospettica di uno (Parigi, Museo Carnavalet, inv. P. 85) e documentato la posa della prima pietra dell’altro (Parigi, Museo Carnavalet, inv. P. 1931). Il primo piano a destra, tuttavia, rompe l’impressione generale di tranquillità ed equilibrio con una massa di elementi architettonici che sembrano essere caduti, nello stile delle rovine. Siamo forse testimoni dello splendore di una chiesa neoclassica nuova di zecca o di un glorioso monumento antico, recentemente colpito dagli attacchi del tempo? Anche le figure alimentano la confusione: mentre gli abiti delle tre figure femminili al centro della composizione suggeriscono che si tratti di donne del XVIII secolo, le altre figure sono chiaramente di epoca antica, in particolare il soldato con la lancia situato a destra. Il nostro dipinto, rinvenuto presso gli eredi del conte Charles de Gramont (1911-1976), appartiene forse a un gruppo di opere commissionate direttamente all’artista dal nonno di quest’ultimo, Antoine, ottavo duca di Gramont (1755-1836). I legami tra il duca e il pittore sono attestati da una menzione nel libretto del Salon del 1773, dove Demachy espone in particolare «un quadro di architettura, ornato di figure e di un imbarco di animali, illuminato dal sole al tramonto" e un "quadro raffigurante rovine architettoniche", proveniente "dal gabinetto di S.A. il duca di Grammont".
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