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Scuola novohispanica o vicereale. XVIII secolo. “La visione di San Francesco d’Assisi, o La visione della torcia”. Olio su rame. 42 x 29 cm. Questo dipinto devozionale su rame raffigura San Francesco, fondatore dell’Ordine Francescano, sul Monte Alverna insieme a Frate Leone. Entrambi sono abbagliati da una grande luce che discende dall’alto, o “torcia”, che preannuncia la stigmatizzazione, in un’atmosfera mistica altamente caratteristica. Il dipinto mostra San Francesco vestito con l’abito del suo ordine, inginocchiato in preghiera con lo sguardo rivolto verso il cielo. La luce proviene dalla parte superiore centrale della composizione, dove raggi soprannaturali emergono da tra le nuvole e illuminano il corpo del santo. Alla sua destra, sullo sfondo, un altro frate francescano è inginocchiato dietro di lui in una drammatica posa in scorcio. Si tratta di frate Leone, che assiste alla scena, fissando il raggio di luce e testimoniando il miracolo. Il soggetto raffigurato è la cosiddetta «Visione della torcia», che San Francesco sperimentò sul Monte Alverna come preludio alla sua stigmatizzazione. Il santo apre quindi i palmi delle mani, in attesa delle piaghe della Crocifissione di Cristo come simbolo della sua unione con la volontà divina. Da un altro punto di vista, è Dio stesso che ha scelto quest’uomo umile attraverso la Sua luce. San Francesco è raffigurato come un umile servitore, vestito con il saio e con una corda ruvida come cintura. Dietro le figure religiose, il paesaggio si dispiega su uno sfondo di blu intensi (pigmenti di azurite) mescolati a bianchi e grigi per creare un effetto suggestivo. L’artista dimostra grande precisione nella pennellata sul rame, unita a notevole meticolosità e attenzione ai dettagli. I singoli fili d’erba sono resi con cura, così come la piccola basilica a sinistra, con la sua scalinata e i sentieri tortuosi, il fitto bosco e il teschio di «Suor Morte» con il Vangelo ai piedi del santo. La struttura architettonica raffigurata è la Basilica Patriarcale di Santa Maria degli Angeli, che dal XVI secolo ospita la venerabile Cappella della Porziuncola. Questo fu il luogo in cui Francesco e la prima generazione di francescani vissero i propri ideali evangelici e fraterni. Qui, il Poverello di Assisi, il 3 ottobre 1226, «con tutti i misteri di Cristo compiuti in lui, accolse cantando Suor Morte». La chiesa, dedicata alla Regina degli Angeli, la «Povera Signora» della Porziuncola, che guidò i frati della nascente comunità con cura materna, è custodita con amore e diligenza dai Frati Minori Francescani.
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