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Scuola spagnola o portoghese. Metà del XVII secolo. “Santo non identificato” Scultura in legno intagliato e policromato, con tracce di doratura. 149 x 62 x 31 cm. Questa elegante scultura solleva la questione dell’identità della figura rappresentata, che per il momento rimane incerta. Non è possibile determinare con certezza se la figura sia laica o religiosa, sebbene quest’ultima ipotesi sembri la più plausibile. Tuttavia, l’assenza di attributi iconografici rende impossibile stabilire quale santo possa rappresentare. Tra le varie ipotesi, una possibilità da prendere in considerazione è che la figura rappresenti uno dei Santi Bambini, Giusto o Pastore. Lo scultore anonimo raffigura una figura dall’aspetto giovanile, come rivelano i tratti del volto, vestita secondo la moda maschile tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Il suo abbigliamento è costituito da un collare a ruff, un farsetto aderente abbottonato, calzoni voluminosi con spacchi, stivali alti e un mantello drappeggiato sulla spalla sinistra. La rappresentazione di figure sacre con abiti contemporanei all’epoca della loro realizzazione era una pratica comune nella scultura religiosa in tutta la penisola iberica, anche nel caso di figure appartenenti ai primi secoli del cristianesimo, come i martiri. Questa pratica contribuiva ad avvicinare la loro immagine ai fedeli. Gli indumenti sono caratterizzati da pieghe naturalistiche e delicatamente curve, ad eccezione del mantello, la cui caduta dalla spalla crea pieghe profonde e dinamiche di spessore relativamente ridotto, a dimostrazione dell’abilità tecnica dello scultore. La figura poggia su una base che rappresenta un terreno irregolare e assume una postura essenzialmente statica, ravvivata da un leggero contrapposto. Alza la mano sinistra al petto in un gesto di devozione, mentre nella mano destra tiene un libro chiuso, attributi che sembrano avvalorare l’ipotesi che si tratti di un santo. Nella zona centrale della base è visibile un foro, che potrebbe essere servito ad accogliere un elemento aggiuntivo, forse un attributo iconografico che avrebbe aiutato a identificare la figura. In ogni caso, non si trattava di un’immagine processionale, bensì di una scultura da pala d’altare, poiché il retro è scolpito solo sommariamente e privo di policromia. La testa di forma ovale riflette una concezione marcatamente simmetrica, evidente anche nel trattamento dei capelli. Questa regolarità è interrotta solo da una ciocca diagonale disposta trasversalmente sulla fronte, mentre il resto dei capelli è organizzato in riccioli stretti e a spirale che scendono lungo i lati della testa fino al collo. Il volto presenta sopracciglia dipinte e ricurve, occhi ovali dipinti, palpebre accentuate e borse sotto gli occhi, un naso grande e stretto, un solco naso-labiale pronunciato e una bocca chiusa con labbra carnose. Degni di nota sono anche il mento prominente e le guance rosee, che contribuiscono a definire l’espressione della figura, caratterizzata da serenità e da un misto di dolcezza e ingenuità. Nonostante la natura statica della composizione e l’intenzione dello scultore di mantenere una forma complessiva compatta, evitando un’eccessiva sporgenza degli arti oltre il blocco scultoreo, la figura mostra una notevole eleganza. Gli abiti disposti con cura contribuiscono alla sua raffinatezza distintiva. Sia le caratteristiche dell’abbigliamento che i tratti stilistici e facciali consentono di datare l’opera alla metà del XVII secolo. Inoltre, la policromia sobria, limitata a una gamma di tonalità ocra con pochi tocchi di doratura sugli abiti, potrebbe indicare l’opera di uno scultore esperto proveniente dalla penisola iberica nord-occidentale, forse dalla Galizia o addirittura da un centro artistico del Portogallo settentrionale. Desideriamo ringraziare il dott. Javier Baladrón, dottore in Storia dell’Arte, per aver identificato e catalogato quest’opera. Provenienza: - Collezione privata. Torroella de Montgrí, Girona, Spagna.
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