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Scuola castigliana. Circa 1600. “San Pietro e San Paolo” Coppia di rilievi in legno intagliato, policromato, dorato e decorato con la tecnica dell’estofado. 48 x 23 x 6 cm e 47 x 23 x 6 cm. Presentiamo due straordinari rilievi raffiguranti San Pietro e San Paolo, i Principi degli Apostoli, probabilmente concepiti come parte della predella di una pala d’altare in stile classicista realizzata tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, intorno al 1600. È possibile che le due figure fossero collocate ai lati del tabernacolo, secondo una disposizione comune nei complessi di pale d’altare dell’epoca. Le loro caratteristiche formali e stilistiche le collocano all’interno del movimento romanista, la fase finale della scultura rinascimentale in Spagna, che si sviluppò durante l’ultimo terzo del XVI secolo e persistette in alcune regioni della penisola iberica fino alla metà del secolo successivo. Il romanismo era una corrente manierista profondamente influenzata dai modelli di Michelangelo Buonarroti (1475-1564) e dai maestri legati alla sua cerchia romana. La sua introduzione in Spagna fu strettamente legata alla figura dello scultore e pittore poliedrico Gaspar Becerra (1520-1568), autore della pala d’altare maggiore della Cattedrale di Astorga (1558-1562), opera fondamentale per la diffusione di questo linguaggio artistico. La scultura romanista si caratterizza per la monumentalità delle figure, la solidità della loro anatomia, la solennità delle pose e la grandiosità dei gesti, caratteristiche che conferiscono alle immagini un aspetto atemporale e trascendente. Queste caratteristiche sono chiaramente evidenti in entrambi i rilievi, le cui figure monumentali si adattano perfettamente alle cornici architettoniche che le racchiudono. San Pietro è raffigurato come un uomo di mezza età con una barba corta e una folta chioma scura, acconciata a riccioli e meticolosamente resa in sottili ciocche. La resa dettagliata dei riccioli, ottenuta forse con l’ausilio di un trapano, ne esalta il volume e la plasticità. Indossa una tunica bluastra allacciata in vita, su cui è drappeggiato un mantello dalle proporzioni generose e riccamente ornato. Raccolto nella mano destra, esso ricade in abbondanti pieghe che coprono gran parte del suo corpo. Il suo volto leggermente voltato e la mano destra sollevata, le cui dita sembrano destinate a reggere i suoi caratteristici attributi, le due chiavi, costituiscono gli unici elementi di dinamismo all’interno di una composizione altrimenti dominata dalla solennità. San Paolo, al contrario, è rappresentato come un uomo anziano con una lunga barba grigia e riccia dall’aspetto morbido, quasi cotonoso. La sua testa calva e prominente sottolinea la sua età avanzata, così come i lineamenti delicatamente modellati, che trasmettono una certa dolcezza. Nella mano sinistra tiene un libro chiuso, mentre con la destra stringe l’elsa di una spada, l’attributo tradizionale dell’apostolo, che non è giunto fino a noi. È anch’egli vestito con una tunica e un mantello, le cui ampie superfici sono articolate da pieghe profonde e pesanti, caratteristiche dello stile romanista. Il suo portamento dignitoso e lo sguardo rivolto verso l’alto rafforzano la sua presenza solenne. Entrambi i volti presentano lineamenti nobili ed espressioni sobrie, ben lontane da qualsiasi manifestazione emotiva intensa. Occhi a mandorla con palpebre ben definite si combinano con nasi sporgenti e stretti, labbra carnose e guance pronunciate. Le orecchie, parzialmente nascoste dai capelli, completano i tratti del volto che conferiscono a ciascuna figura un carattere distintivo. Il diverso trattamento delle bocche, aperta in San Paolo e chiusa in San Pietro, introduce una nota di varietà nelle due rappresentazioni. Particolare attenzione va riservata alla ricca policromia ornamentale, particolarmente evidente nelle vesti, dove i colori si combinano con ampie dorature e meticolose decorazioni caratterizzate da motivi vegetali e geometrici in una tavolozza variegata. Gli sfondi, realizzati interamente a pittura, sembrano raffigurare un paesaggio nella parte inferiore e un cielo bluastro in quella superiore. Le sfumature di blu e ocra contrastano con i colori delle figure e ne esaltano la presenza visiva. La combinazione di monumentalità scultorea e sontuosità decorativa è caratteristica di numerosi complessi castigliani di questo periodo. Alla luce di queste caratteristiche e delle loro peculiarità stilistiche, entrambi i rilievi possono, con la dovuta cautela, essere attribuiti a un abile scultore castigliano attivo intorno al 1600. Desideriamo ringraziare il dott. Javier Baladrón, dottore in Storia dell’Arte, per aver identificato e catalogato quest’opera.
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