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Scuola italiana. Circa 1650. “Ritratto di Carlo II Gonzaga-Nevers, duca di Mantova e del Monferrato, in qualità di Gran Maestro del Preziosissimo Sangue di Cristo” Olio su tela. Corredato da un’imponente cornice in legno del XIX secolo, intagliata, dorata e policroma. 187 x 134 cm. Il British Museum, che conserva un’incisione del soggetto e numerose monete recanti la sua effigie (inv. C.2169), descrive il nostro soggetto come segue: «Nono duca di Mantova; succedette al nonno Carlo I Gonzaga nel 1637 [...]. Sposò Isabella Clara, arciduchessa d’Austria (1649). Vendette i possedimenti della sua famiglia in Francia (i ducati di Nevers e Rethel, ecc.) al cardinale Mazzarino». Carlo II Gonzaga Nevers «nacque a Mantova il 31 ottobre 1629, figlio di Carlo, duca di Rethel (1609–1631), a sua volta figlio del duca di Mantova Carlo I Gonzaga di Nevers, e di Maria (1609–1660), figlia del duca di Mantova Francesco Gonzaga e di Margherita di Savoia. Nel testamento del nonno paterno [...] fu nominato erede universale di Mantova, del Montferrato e dei possedimenti francesi» (Benzoni, 1977). È interessante notare, come sottolinea Gino Benzoni nel *Dizionario Biografico degli Italiani* edito da Treccani, le lodi che Carlo II Gonzaga Nevers ricevette fin dalla più tenera età: «l’ambasciatore veneziano Nicolò Dolfin lo considera “di nobile aspetto, vivace di spirito e del tutto privo di qualsiasi problema di salute”, e ha appena otto anni quando un altro rappresentante veneziano, Alvise Molin, lo trova ‘vivace, di buon carattere e arguto per la sua età’, al punto che ‘talvolta dalla sua bocca escono risposte e pensieri degni di un uomo maturo e ammirevoli in uno così giovane’”. Tuttavia, nonostante godesse di una buona reputazione e di aspettative promettenti fin dalla più tenera infanzia, il nostro soggetto aveva la cattiva reputazione di possedere «un carattere [...] incline ai piaceri», ovvero abituato alla lussuria e alla «negligenza nell’adempimento dei propri doveri». I territori del Monferrato assunsero particolare rilevanza durante il suo governo. Questa regione storica dell’Italia nord-occidentale, situata nell’odierno Piemonte, era costantemente divisa tra la Francia e l’alleanza tra Spagna e Asburgo. Nel 1652, in un periodo di «rafforzamento dei legami con gli Asburgo», promosso da sua madre, «nell’ottobre del 1652 ebbe luogo l’assedio congiunto di Casale [Montferrato, una fortezza di notevole importanza militare] da parte di spagnoli e mantovani, seguito dall’espulsione della guarnigione francese, che fu sostituita dalle truppe dei Gonzaga», spiega Benzoni. Allo stesso tempo, per evitare di inimicarsi la Francia, il duca inviò un pagamento a Parigi come mezzo per giustificare le sue azioni, cosa che Luigi XIV ritenne sufficiente. Morì a Mantova nel 1665 e gli succedette il suo unico figlio, Ferdinando Carlo, sotto la reggenza della madre, Isabella Clara. Riferimenti bibliografici: - British Museum. (s.d.). «Carlo II Gonzaga, duca di Mantova e di Nevers». https://www.britishmuseum.org/collection/term/biog105521 - Benzoni, Gino. (1977). «Carlo II Gonzaga Nevers, duca di Mantova e del Montferrato». Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani.