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Scuola castigliana. 1700 circa. “Santa Maria Maddalena” Rilievo in legno intagliato, dorato e policromato. 45 x 31 x 7 cm. Ci troviamo di fronte a una rappresentazione particolarmente affascinante di Maria Maddalena, una delle sante più popolari della Controriforma e del periodo barocco, considerata l’archetipo della donna pentita e penitente e, quindi, l’incarnazione del pentimento, della conversione e della meditazione sulla caducità della vita. Il rilievo, che probabilmente faceva parte di una pala d’altare barocca smantellata risalente all’inizio del XVIII secolo, presenta un senso del volume così marcato che la figura sembra avvicinarsi alla scultura a tutto tondo. Come è consuetudine nelle arti visive, la santa è raffigurata nelle vesti di eremita, seduta su un terreno roccioso e accanto a quella che sembra essere l’entrata della grotta in cui avrebbe vissuto, un ambiente aspro che la isola dal mondo esterno e favorisce la contemplazione spirituale. Nell’angolo in alto a sinistra, il cielo è ridotto a un piccolo triangolo bluastro da cui sembra emergere un raggio di luce soprannaturale, diretto verso la sua testa e potenzialmente interpretabile come una manifestazione simbolica della presenza divina. Maria Maddalena inclina il busto e il capo, dirigendo lo sguardo verso un punto indefinito oltre il campo visivo, in un atteggiamento di introspezione e meditazione. Sembra inoltre appoggiare il gomito sinistro su una piccola sporgenza rocciosa. Mentre appoggia la mano sinistra sul petto in un gesto di fervore contenuto, con la mano destra regge un teschio, appoggiandolo sul grembo. Questo attributo, caratteristico della sua iconografia penitenziale e strettamente legato alla tradizione barocca della vanitas, allude all’inevitabilità della morte e alla caducità delle vanità terrene. La posizione delle braccia e l’inclinazione del busto creano un movimento avvolgente, rafforzato dalla disposizione diagonale della composizione, particolarmente evidente nella linea che collega il volto alle mani e al teschio, e ulteriormente estesa dal bordo superiore della grotta. Questo espediente, tipico del Barocco, introduce dinamismo in una figura il cui atteggiamento è, al contrario, essenzialmente statico e contemplativo. Il volto idealizzato presenta lineamenti belli, morbidi e delicati, con sopracciglia arcuate, occhi piccoli dipinti direttamente sul legno, un naso dalle narici leggermente accentuate e un solco naso-labiale ben definito, oltre a una bocca chiusa con labbra carnose, guance rosee e un leggero doppio mento. La santa porta lunghi capelli disposti in ciocche sinuose che lasciano scoperta la fronte e ricadono ai lati del viso, sulle spalle e lungo la schiena. Alcune ciocche scendono fino al petto, appena sotto la mano posata sul cuore. L’abbondanza e la disposizione di questi capelli non solo contribuiscono a incorniciare il volto, ma sottolineano anche la sua femminilità e costituiscono un elemento di spicco della sua caratterizzazione iconografica. A differenza della consueta raffigurazione della Maddalena penitente, coperta solo dai suoi lunghi capelli o vestita con un semplice indumento intrecciato di foglie di palma, questa immagine presenta un abbigliamento sontuoso che sembra evocare il suo status elevato prima della conversione. Indossa una tunica aderente di tonalità verdastra con scollo arrotondato, su cui è drappeggiato un mantello voluminoso che avvolge quasi tutto il corpo, lasciando scoperto solo il piede sinistro, modellato con grande precisione. Il trattamento di questo indumento introduce un marcato senso di dinamismo nella composizione attraverso la proliferazione di pieghe strette e angolari dai bordi netti, che ricordano le cosiddette pieghe berninesche o a taglio di coltello. La loro disposizione frammenta la superficie del tessuto e moltiplica i contrasti di luce, creando un susseguirsi di luci e ombre che esalta la qualità pittorica dell’opera scultorea. Da un punto di vista cronologico e stilistico, l’opera può essere collocata all’interno della tradizione scultorea castigliana dei primi anni del XVIII secolo, alla quale corrisponde particolarmente bene in termini di caratteristiche stilistiche e morfologiche, nonché per alcuni dettagli della sua policromia, eseguita con colori piatti senza alcuna decorazione aggiuntiva. Desideriamo ringraziare il dott. Javier Baladrón, dottore in Storia dell’Arte, per aver identificato e catalogato quest’opera.
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