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Kunst- und Auktionshaus Quedlinburg

1143 - Martinet, “Cerere”, dea con un fascio di spighe di grano, paesaggio in riva al fiume, stampa mitologica, Parigi

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Martinet, “Cerere”, dea con un fascio di spighe di grano, paesaggio in riva al fiume, stampa mitologica, Parigi Incisione su rame/carta, non firmata, con iscrizione in basso sulla lastra “a Paris” e “Chez Martinet”, scena mitologica, a destra Cerere in una lunga veste con fiori tra i capelli e un fascio di spighe tra le braccia, voltata con la mano tesa verso la donna distesa in primo piano, probabilmente la ninfa della sorgente Arethusa, con un telo, un vaso rovesciato e canne sulla riva di uno specchio d’acqua, paesaggio con alberi decidui e colline, probabilmente fine del XVIII secolo, campo dell’immagine racchiuso in una cornice architettonica incisa con modanatura a perline, drappeggi e ghirlande di fiori; in basso, un campo di testo con versi in francese disposti su due colonne di quattro versi ciascuna; buone condizioni compatibili con l’età; due piccoli fori di tarlo nella parte inferiore del campo di testo; leggermente macchiata, piega orizzontale che attraversa l’intero foglio, immagine 21x15 cm (AxL), passe-partout, dietro vetro, incorniciata, cornice ammaccata, complessivamente 34x26 cm (AxL) Cerere è la dea romana dell’agricoltura e del raccolto e corrisponde alla greca Demetra; una corona di spighe e un fascio di grano sono tra i suoi attributi caratteristici. Secondo il mito, Plutone rapì sua figlia Proserpina e la condusse negli inferi. Nel quinto libro delle Metamorfosi di Ovidio, ella apprende dalla ninfa delle sorgenti Arethusa che Proserpina è diventata sovrana del regno delle ombre in qualità di consorte di Plutone. La scena figurava tra i soggetti pittorici dell’illustrazione libraria francese del XVIII secolo, ad esempio nell’edizione delle Metamorfosi di Banier con incisioni su rame tratte da Moreau il Giovane. Incisori ed editori operavano a Parigi sotto il nome di Martinet: François-Nicolas Martinet (dal 1731 al 1800 circa) era incisore del gabinetto reale e realizzò oltre mille tavole di uccelli per la storia naturale di Buffon; suo figlio Aaron Martinet (dal 1762 al 1841) divenne commerciante di stampe a Parigi. Descrizione in tedesco Martinet, «Cerere», dea con mazzetti di spighe in un paesaggio in riva all’acqua, incisione mitologica, Parigi Incisione su rame/carta, non firmata, in basso sulla lastra recante le diciture «a Paris» e «Chez Martinet», scena mitologica, a destra Cerere in lunga tunica con fiori tra i capelli e un fascio di spighe tra le braccia, con la mano tesa rivolta verso la donna distesa in primo piano, probabilmente la ninfa della sorgente Arethusa, con un velo, un vaso rovesciato e canne sulla riva di uno specchio d’acqua, paesaggio con alberi decidui e colline, probabilmente fine del XVIII secolo, campo dell’immagine incorniciato da una cornice architettonica con modanatura a perline, drappeggi di stoffa e ghirlande di fiori; sotto, campo di testo con versi in francese disposti su due colonne di quattro righe ciascuna; in buono stato considerando l’età; in basso nel campo di testo due piccoli fori di tarlo; leggermente macchiato; piega orizzontale su tutto il foglio; immagine 21x15 cm (AxL), passpartout, dietro vetro, incorniciata, cornice ammaccata, dimensioni totali 34x26 cm (AxL) Cerere è la dea romana dell’agricoltura e del raccolto e corrisponde alla greca Demetra; la corona di spighe e il fascio di grano sono tra i suoi attributi caratteristici. Secondo il mito, Plutone rapì sua figlia Proserpina e la condusse negli Inferi. Nelle *Metamorfosi* di Ovidio, nel quinto libro, Ceres apprende dalla ninfa delle sorgenti Arethusa che Proserpina, in quanto consorte di Plutone, è diventata sovrana del regno delle ombre. La scena era uno dei soggetti ricorrenti nell’illustrazione libraria francese del XVIII secolo, come nell’edizione delle *Metamorfosi* di Banier con incisioni su rame di Moreau il Giovane. A Parigi operavano, sotto il nome di Martinet, incisori ed editori: François-Nicolas Martinet (dal 1731 al 1800 circa) fu incisore del gabinetto reale e realizzò oltre mille tavole di uccelli per la Storia naturale di Buffon; suo figlio Aaron Martinet (dal 1762 al 1841) divenne commerciante di stampe a Parigi.

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