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Foglio del Graduale e foglio dell’Antifonario, manoscritto di canto gregoriano su pergamena, iniziali, probabilmente fine del XV secolo Due fogli musicali tratti da libri corali, penna su pergamena, manoscritto con iniziali in rosso e blu, non firmato, probabilmente fine del XV secolo, fogli di libri corali in notazione di canto gregoriano, note quadrate nere su pentagrammi rossi a cinque linee, testo in textura nera, rubriche in rosso, scritto su entrambi i lati, 1) foglio del Graduale con numero di foglio «lxxx», sei pentagrammi per pagina, rubrica «Tract9. Desideriū aīe.» e rubrica per l’offertorio «Veritas mea», iniziale decorata «D» in blu con volute fogliate bianche su fondo rosso per il canto «Domine quinque talenta», sul retro iniziale «B» in rosso per il canto «Beatus servus», in un passe-partout color rosa antico, 2) foglio di antifonario con sei pentagrammi per pagina, iniziale decorata «V» in rosso e blu con riempimento a fioritura e decorazioni a penna per l’antifona «Visionem quam vidistis», sotto «Magnificat Anima», sul retro il responsorio con il testo «Et donet tibi de rore celi», in un passe-partout bianco crema, condizioni commisurate all’età, un foglio fortemente consumato, un foglio sgualcito e macchiato, ogni foglio misura circa 53x39 cm (AxL). Gli antifonari sono i libri liturgici del coro contenenti i canti dell’Ufficio Divino, dai quali il coro cantava all’unisono; il libro corrispondente per i canti della Messa, da cui proviene il primo foglio con il tratto, l’offertorio e la comunione, è il graduale. I canti sono scritti in notazione gregoriana, con le note quadrate del canto gregoriano su righe rosse, e l’inizio dei brani principali è sottolineato da iniziali decorate con volute fogliate o motivi floreali. I titoli della prima pagina attribuiscono i canti «Domine quinque talenta» e «Beatus servus» all’ufficio comune per la festa di un santo confessore e vescovo. «Visionem quam vidistis» è l’antifona del Magnificat dei primi Vespri della seconda domenica di Quaresima, in cui si legge il Vangelo della Trasfigurazione del Signore; il responsorio «Det tibi Deus de rore caeli» sul verso, con la benedizione di Isacco, appartiene al Mattutino della stessa domenica, come riportato ad esempio nell’antifonario della Biblioteca Nazionale di Napoli. Singole fogli di antifonario e di graduale sono raccolti negli studi sui manoscritti e nella storia della musica come testimonianze del canto gregoriano. Descrizione in tedesco Foglio di graduale e foglio di antifonario, manoscritto corale su pergamena con iniziali, probabilmente fine del XV secolo. Due fogli di partitura tratti da libri corali, penna su pergamena, manoscritto con iniziali in rosso e blu, non firmato, probabilmente fine del XV secolo, fogli di libro corale con notazione corale, note quadrate nere su pentagrammi rossi a cinque linee, testo in textura nera, rubriche in rosso, scritto su entrambi i lati, 1) foglio del Graduale con numero di folio «lxxx», sei sistemi di note per pagina, rubrica «Tract9. Desideriū aīe.» e rubrica per l’Offerto «Veritas mea», iniziale decorativa «D» in blu con tralci bianchi su fondo rosso per il canto «Domine quinque talenta», sul retro iniziale «B» in rosso per il canto «Beatus servus», in passe-partout rosa antico, 2) Foglio di antifonario con sei portati per pagina, iniziale decorativa «V» in rosso e blu con riempimento a fleuronnée e motivi a piuma per l’antifona «Visionem quam vidistis», sotto «Magnificat Anima», sul retro, responsorio con il testo «Et donet tibi de rore celi», in passe-partout bianco crema, condizioni consone all’età, un foglio fortemente consumato, un foglio con segni di piegatura e macchie, fogli di circa 53x39 cm ciascuno (AxL). Gli antifonari sono i libri liturgici per il coro contenenti i canti dell’Ufficio delle Ore, che venivano cantati in coro; il libro corrispondente per i canti della Messa, da cui proviene il primo foglio con Tractus, Offertorio e Comunione, è il Graduale. I canti sono scritti in notazione corale, con le note quadrate del corale gregoriano su righe rosse; gli inizi dei brani importanti sono evidenziati da iniziali ornamentali con volute o fleuronnée. Le intestazioni del primo foglio attribuiscono i suoi canti «Domine quinque talenta» e «Beatus servus» al formulario comune per la festa di un santo confessore e vescovo. «Visionem quam vidistis» è l’antifona del Magnificat dei primi vespri della seconda domenica di Quaresima, in cui si legge il Vangelo della Trasfigurazione del Signore; il responsorio «Det tibi Deus de rore caeli», sul retro con la benedizione di Isacco, appartiene al Mattutino della stessa domenica, come tramandato, ad esempio, nell’Antifonario della Biblioteca Nazionale di Napoli. Singoli fogli di antifonario e di graduale vengono raccolti nella paleografia e nella storia della musica come testimonianze del canto corale.
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