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Boccacci Cremona, statuetta in bronzo ispirata alla Vittoria di Calvatone su base in marmo, probabilmente 1933/45 Bronzo e marmo, statuetta della dea romana della vittoria Vittoria, replica della Vittoria di Calvatone, Fonderia artistica Luigi Boccacci, Cremona, probabilmente dal 1933 al 1945. Sul retro, marchio di fonderia in rilievo «L. BOCCACCI FONDERIA ARTISTICA CREMONA». Vittoria alata in equilibrio sul globo celeste, fascia tra i capelli raccolti, chitone cinto con un lembo annodato sulla spalla sinistra, braccio destro proteso in avanti, ramo di palma nella mano sinistra; il globo reca un’iscrizione su tre righe «VICTORIAE AVG ANTONINI ET VERI SATRIVS MAIOR»; su un cubo di marmo screziato bianco e nero, sul lato è incisa una dedica in italiano del Podestà di Cremona. Condizioni commisurate all’età, mano destra ammaccata. Altezza 46 cm La Vittoria di Calvatone è una statua in bronzo dorato alta 1,70 m, risalente al periodo imperiale romano, rinvenuta in quattro parti a Calvatone, nei pressi di Cremona, nel 1836 e acquisita nel 1841 da Gustav Friedrich Waagen per la collezione di antichità di Berlino. L’iscrizione sul globo dedica la statua alla dea della vittoria degli imperatori Marco Aurelio e Lucio Vero, che regnarono congiuntamente dal 161 al 169 d.C.; il donatore fu Marco Satrius Maior, e l’occasione fu probabilmente la guerra contro i Parti di Lucio Vero. Durante il periodo in cui fu esposta a Berlino, fino al 1939, ne furono realizzate delle copie, che finirono, tra l’altro, a Roma, Cremona e Mosca. L’originale, perduto dal 1945, è stato ritrovato nel 2016 all’Ermitage di San Pietroburgo ed esposto in quella sede nel 2019. Tra il 1926 e il 1945 «Podestà» era il titolo del sindaco di un comune italiano nominato per decreto. La Fonderia artistica Luigi Boccacci di Cremona, fondata nel 1933 dal cesellatore Luigi Boccacci e gestita dalla famiglia fino al 2011, realizzava sculture in bronzo, monumenti e monumenti funebri con la tecnica della fusione a cera persa per scultori di Cremona, della Lombardia e dell’estero. Descrizione in tedesco Boccacci Cremona, statuetta in bronzo ispirata alla Vittoria di Calvatone su piedistallo in marmo, probabilmente 1933/45 Bronzo e marmo, statuetta della dea romana della vittoria Vittoria, riproduzione della Vittoria di Calvatone, Fonderia artistica Luigi Boccacci, Cremona, probabilmente dal 1933 al 1945. Sul retro, marchio della fonderia in rilievo «L. BOCCACCI FONDERIA ARTISTICA CREMONA». Vittoria alata in equilibrio sulla sfera celeste, fascia tra i capelli raccolti, chitone cinto con un drappo annodato sopra la spalla sinistra, braccio destro proteso in avanti, nella mano sinistra un ramo di palma; sfera con iscrizione su tre righe «VICTORIAE AVG ANTONINI ET VERI SATRIVS MAIOR»; su cubo di marmo screziato in bianco e nero, sul lato è incisa una dedica in italiano del Podestà di Cremona. Condizioni consone all’età, mano destra ammaccata. Altezza 46 cm La Vittoria di Calvatone è una statua in bronzo dorato dell’epoca imperiale romana, alta 1,70 m, rinvenuta nel 1836 presso Calvatone, nei pressi di Cremona, in quattro parti e acquisita nel 1841 da Gustav Friedrich Waagen per la Collezione di Antichità di Berlino. L’iscrizione sul globo dedica la statua alla dea della vittoria degli imperatori Marco Aurelio e Lucio Vero, che regnarono insieme dal 161 al 169 d.C.; il committente fu Marco Satrius Maior, e l’occasione fu probabilmente la guerra contro i Parti condotta da Lucio Vero. Durante il periodo di esposizione a Berlino, fino al 1939, furono realizzate delle copie che giunsero, tra l’altro, a Roma, Cremona e Mosca. L’originale, scomparso nel 1945, è stato ritrovato nel 2016 all’Ermitage di San Pietroburgo e lì esposto nel 2019. Tra il 1926 e il 1945, il termine «podestà» indicava il sindaco di una città italiana nominato per decreto. La Fonderia artistica Luigi Boccacci di Cremona, fondata nel 1933 dall’incisore Luigi Boccacci e gestita dalla famiglia fino al 2011, realizzava con il procedimento a cera persa sculture in bronzo, monumenti e lapidi per scultori di Cremona, della Lombardia e dell’estero.
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