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Heinz Zander, Judith con la spada e i capelli sciolti, figura a mezzo busto, datata 1981 (1939 Wolfen – 2024 Lipsia), matita e matita colorata/carta con filigrana, firmata «Zander» a matita in basso a sinistra e datata 1981, figura a mezzo busto di una giovane donna con lunghi capelli sciolti, che guarda lo spettatore; nella mano sinistra tiene una spada spezzata su cui è adagiato un rametto con foglie; sopra la sua testa, una forma rosa che gocciola, Giuditta; sul retro, etichetta della Kunsthandlung Thomas Wolf, Auerbach; condizioni adeguate all’età, macchie di ossidazione, carta ingiallita; immagine 53x37 cm (AxL); montata su cartoncino, dietro vetro, incorniciata; dimensioni complessive 70x51 cm (AxL) Heinz Zander, nato a Wolfen nel 1939 e morto a Lipsia nel 2024, ha studiato dal 1959 al 1964 alla Hochschule für Grafik und Buchkunst di Lipsia sotto la guida di Bernhard Heisig, per poi diventare allievo di Fritz Cremer all’Akademie der Künste di Berlino. La sua pittura e il suo disegno seguono una tecnica da antichi maestri e un linguaggio pittorico tutto suo, ispirato a Bosch, Grünewald, Altdorfer e ai manieristi italiani; oltre ai quadri sulla Guerra dei Contadini e alle illustrazioni di Poe, Brecht e Kafka, la sua opera è caratterizzata da figure mitologiche e femminili ed è esposta alla Nationalgalerie di Berlino e alla Galerie Neue Meister di Dresda. Giuditta, l’eroina del Libro di Giuditta, decapitò con la sua stessa spada il generale assiro Oloferne, che stava assediando Betulia; la lunga spada è il suo attributo fisso nell’arte, spesso accompagnata dall’ingresso di una tenda o da una cortina. Il disegno a matita e matita colorata raffigurante Giuditta appartiene alla serie di disegni realizzati dal pittore di Lipsia negli anni ’80. Descrizione in tedesco Heinz Zander, Giuditta con la spada e i capelli al vento, mezzo busto, datato 1981 (1939 Wolfen – 2024 Lipsia), matita e matita colorata/carta filigranata, firmato in basso a sinistra a matita «Zander» e datato 1981, Mezza figura di una giovane donna con lunghi capelli al vento, lo sguardo rivolto verso l’osservatore, nella mano sinistra una spada spezzata su cui è adagiato un ramoscello con foglie, sopra la testa una forma rosa da cui gocciola qualcosa, Giuditta, sul retro etichetta della galleria d’arte Thomas Wolf, Auerbach, condizioni adeguate all’età, macchie di muffa, carta ingiallita, immagine 53x37 cm (AxL), passe-partout, sotto vetro, incorniciato, dimensioni totali 70x51 cm (AxL) Heinz Zander, nato nel 1939 a Wolfen e morto nel 2024 a Lipsia, studiò dal 1959 al 1964 all’Accademia di Arti Grafiche e Libri di Lipsia con Bernhard Heisig e fu successivamente allievo di Fritz Cremer all’Accademia delle Arti di Berlino. La sua pittura e il suo disegno seguono le tecniche dei maestri del passato e un linguaggio figurativo personale, ispirato a Bosch, Grünewald, Altdorfer e ai manieristi italiani; oltre ai dipinti sulla Guerra dei Contadini e alle illustrazioni dedicate a Poe, Brecht e Kafka, la sua opera – presente alla Nationalgalerie di Berlino e alla Galerie Neue Meister di Dresda – è caratterizzata da figure mitologiche e da personaggi femminili. Giuditta, l’eroina del libro di Giuditta, decapitò con la sua stessa spada il generale assiro Oloferne, che assediava Betulia; la lunga spada è il suo attributo fisso nell’arte, spesso accompagnata dall’ingresso di una tenda o da un sipario. Il disegno a matita con matita colorata raffigurante Giuditta fa parte dei disegni a mano del pittore di Lipsia risalenti agli anni ’80.
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