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Due icone raffiguranti il Pantocratore e la Madre di Dio di Kazan (Kazanskaya), oklad, Russia, probabilmente XIX secolo. Pannelli in legno; il pannello raffigurante il Cristo presenta una “shponka” (listello) sul retro; tempera; oklad in ottone, cesellati e punzonati. Due icone dello stesso formato, probabilmente realizzate come coppia: 1) Cristo Pantocratore (Sovrano di tutto) a mezzo busto, con la mano destra alzata in segno di benedizione, la sinistra posata sulla Sacra Scrittura, che nell’oklad è raffigurata come un Vangelo chiuso con una croce sulla copertina e da essa ricoperto; il cristogramma su entrambi i lati della testa, un’iscrizione in caratteri cirillici nel bordo inferiore. 2) La Madre di Dio di Kazan (Kazanskaya), una variante dell’Hodegetria, raffigurata a busto con la testa leggermente inclinata, il Bambino Gesù in piedi al suo fianco, di fronte e con la mano destra alzata in segno di benedizione; il maphorion della Madre di Dio con pieghe del drappeggio cesellate. Entrambe le cornici coprono la superficie dipinta ad eccezione dei volti e delle mani; il fondo è punzonato, l’apertura ovale dell’immagine è incorniciata da una bordatura a perline, gli angoli presentano volute floreali. Su entrambi i pannelli mancano le aureole applicate (venets), sono visibili le fessure per il loro fissaggio. Condizioni commisurate all’età, okladi consumati e ammaccati, craquelure. Ciascuna 22,5x17,5 cm (AxL) Le icone sono immagini di culto della Chiesa ortodossa; la loro raffigurazione segue un canone vincolante che prescrive postura, gesti e colorazione. Il Pantocratore, termine greco che significa «Sovrano di tutto», raffigura Cristo fin dal IV secolo come una figura a mezzo busto che benedice, con il Vangelo nella mano sinistra; il cristogramma su entrambi i lati dell’aureola è l’abbreviazione del nome Gesù Cristo. La Madre di Dio di Kazan risale a un’immagine miracolosa rinvenuta a Kazan nel 1579 dopo un incendio che devastò la città; nel 1613 divenne l’immagine protettrice della dinastia dei Romanov ed è tra le icone della Madre di Dio più venerate in Russia; come variante dell’Hodegetria, «Colei che indica la via», raffigura sempre il Bambino di fronte e in atto di benedizione al fianco della madre. L’oklad, chiamato in russo anche riza, è una copertura in metallo cesellato che proteggeva lo strato di tempera dalla fuliggine delle candele e dal contatto e costituiva al contempo un’espressione di venerazione; le coperture che nascondono tutto tranne il volto e le mani sono state molto diffuse in Russia fin dal XVII secolo e hanno raggiunto il loro apice nel XIX secolo. I «venets» sono il nimbo applicato separatamente sull’oklad; gli «shponki» sono le traverse inserite nelle scanalature sul retro, destinate a impedire che la tavola di legno si deformi. Descrizione in tedesco Due icone raffiguranti il Pantocratore e la Madre di Dio di Kazan (Kasanskaja), oklad, Russia, probabilmente XIX secolo. Tavole di legno, quella raffigurante Cristo con una sponka sul retro, tempera, oklad in ottone, sbalzato e punzonato. Due icone dello stesso formato, probabilmente realizzate come coppia: 1) Cristo Pantocratore (Sovrano di tutto) a mezzo busto, con la mano destra alzata in segno di benedizione, la sinistra appoggiata sulla Sacra Scrittura, raffigurata nell’oklad come un Vangelo chiuso con una croce sul coperchio e coperta da esso; ai lati della testa il monogramma di Cristo, nel bordo inferiore un’iscrizione in caratteri cirillici. 2) La Madre di Dio di Kazan (Kasanskaja), una variante dell’Odigitria, raffigurata a mezzo busto con il capo leggermente inclinato, il Bambino Gesù in posizione eretta al suo fianco, di fronte e con la mano destra alzata in segno di benedizione; il maphorion della Madre di Dio presenta pieghe sbalzate. Entrambe le oclade coprono la superficie pittorica ad eccezione dei volti e delle mani; lo sfondo è punzonato, l’apertura ovale dell’immagine è incorniciata da una cornice a perline, gli angoli sono decorati con tralci fioriti. Le aureole applicate (Venez) mancano in entrambe le tavole, le fessure per il loro fissaggio sono visibili. Condizioni compatibili con l’età, oklaide consumata e ammaccata, screpolature. Ciascuna 22,5x17,5 cm (AxL) Le icone sono immagini di culto della Chiesa ortodossa; la loro rappresentazione segue un canone vincolante che stabilisce la postura, i gesti e la colorazione. Il Pantocratore, in greco «Sovrano di tutto», raffigura Cristo fin dal IV secolo come figura a mezzo busto che impartisce la benedizione con il Vangelo nella mano sinistra; il monogramma di Cristo ai lati dell’aureola è l’abbreviazione del nome Gesù Cristo. La Madre di Dio di Kazan risale a un’immagine miracolosa rinvenuta nel 1579 dopo un incendio che devastò la città di Kazan; nel 1613 divenne l’immagine protettrice della dinastia dei Romanov ed è oggi una delle icone mariane più venerate della Russia; come variante dell’Odegetria, la «Guida», raffigura il Bambino sempre di fronte e in atto di benedizione al fianco della Madre. L’oklad, chiamato in russo anche riza, è un rivestimento metallico sbalzato che proteggeva lo strato di tempera dalla fuliggine delle candele e dal contatto e che, al contempo, era espressione di venerazione; le rifiniture che coprono tutto tranne il volto e le mani sono diffuse in Russia fin dal XVII secolo e raggiunsero il loro apice nel XIX secolo. Il «Wenez» è l’aureola applicata separatamente all’oklad, mentre gli «Sponki» sono le listelle trasversali inserite nelle scanalature sul retro, destinate a impedire la deformazione della tavola di legno.
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