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Icona a quattro campi, Crocifissione, Pantocratore, Nicola, probabilmente Sergio di Radonezh, Russia, XIX secolo. Icona a quattro campi, pittura su legno, non firmata, Russia, XIX secolo; la superficie pittorica è suddivisa in quattro campi dal campo centrale a forma di croce raffigurante la Crocifissione di Cristo; sopra la croce, Dio Padre Sabaoth a mezzo busto in una gloria radiosa; ai lati del Crocifisso la Madre di Dio e Giovanni raffigurati a mezzo busto; ai piedi della croce il teschio di Adamo; in alto a sinistra il Cristo Pantocratore con gesto di benedizione e il globo; in alto a destra San Nicola Taumaturgo in paramenti vescovili con omophorion e Vangelo; in basso a sinistra un santo monaco con il cappuccio e una croce in mano, probabilmente San Macario; in basso a destra il Venerabile Sergio, probabilmente Sergio di Radonezh, con la mano destra alzata davanti al petto; tutte le figure recano iscrizioni con i nomi in slavo ecclesiastico; i riquadri sono incorniciati da una linea gialla, sfondo dei campi marrone scuro nella parte superiore e ocra in quella inferiore; sul retro, una linguetta scorrevole (shponka), un occhiello metallico e un’iscrizione cirillica incisa, con lievi ammaccature; condizioni commisurate all’età; 46x39,5 cm (AxL) L’icona a quattro campi rientra tra i tipi più diffusi di icone domestiche russe su legno del XIX secolo: la Crocifissione di Cristo costituisce il campo centrale a forma di croce, attorno al quale sono raggruppati quattro campi pittorici raffiguranti Cristo, la Madre di Dio o i santi, in modo che un unico pannello iconografico riunisca diverse immagini devozionali. San Nicola, vescovo di Myra nel IV secolo e particolarmente venerato in Russia come Nicola il Taumaturgo, appare sulle icone, secondo la convenzione iconografica, come vescovo con il felonio, l’omoforio decorato con croci, il gesto di benedizione e il Vangelo chiuso. Il santo monaco Sergio, indicato come «venerabile», è, nelle icone russe, di norma Sergio di Radonež, nato tra il 1314 e il 1322 a Rostov e morto nel 1392; fondò il Monastero della Trinità nell’odierna Sergiev Posad intorno al 1340, fu canonizzato a metà del XV secolo ed è considerato un padre dei monaci e uno dei santi più importanti della Chiesa ortodossa russa. Le iscrizioni in slavo ecclesiastico si riferiscono alle singole figure e indicano i nomi dei santi, come prescrive il canone dell’iconografia per ogni figura. Il cappuccio con le croci e la fascia di stoffa decorata con croci indossata dal santo monaco in basso a sinistra appartengono al Grande Schema, il grado più elevato dell’abito monastico ortodosso, che veniva conferito solo ai monaci di grande esperienza. Descrizione in tedesco Icona a quattro campi, Crocifissione, Pantocratore, Nicola e probabilmente Sergio di Radonež, Russia, XIX secolo. Icona a quattro campi, pittura su legno, non firmata, Russia, XIX secolo; la superficie pittorica è suddivisa in quattro campi dal campo centrale a forma di croce raffigurante la Crocifissione di Cristo; sopra la croce, Dio Padre Sabaoth in mezzo busto avvolto da un alone di gloria, ai lati del Crocifisso la Madonna e Giovanni in mezzo busto, ai piedi della croce il teschio di Adamo, in alto a sinistra Cristo Pantocratore con gesto di benedizione e globo terrestre, in alto a destra San Nicola Taumaturgo in paramenti vescovili con omophorion e Vangelo, in basso a sinistra un santo monaco con il cappuccio e la croce in mano, probabilmente san Makarij; in basso a destra il venerabile Sergio, probabilmente Sergio di Radonež, con la mano destra alzata davanti al petto; tutte le raffigurazioni sono accompagnate da didascalie in slavo ecclesiastico, campi con cornice di linee gialle, sfondo dei campi marrone scuro nella parte superiore e ocra in quella inferiore, sul retro una linguetta di inserimento (sponka), un occhiello metallico e un’iscrizione in cirillico incisa, lievi segni di usura, condizioni consone all’età, 46x39,5 cm (A x L) L’icona a quattro campi appartiene ai tipi più diffusi di icone domestiche russe su legno del XIX secolo: la crocifissione di Cristo costituisce il campo centrale a forma di croce, attorno al quale si raggruppano quattro campi raffiguranti Cristo, la Madre di Dio o i santi, in modo che un’unica tavola iconografica riunisca diverse immagini di devozione. San Nicola, vescovo di Myra nel IV secolo e particolarmente venerato in Russia come Nicola il Taumaturgo, appare sulle icone, secondo la convenzione iconografica, come vescovo con il felonio, l’omoforio decorato con croci, il gesto di benedizione e il Vangelo chiuso. Il santo monaco Sergio, definito «venerabile», nelle icone russe è solitamente rappresentato come Sergio di Radonež, nato tra il 1314 e il 1322 a Rostov e morto nel 1392; fondò intorno al 1340 il Monastero della Trinità nell’odierna Sergiev Posad, fu canonizzato a metà del XV secolo ed è considerato un padre monastico e uno dei santi più importanti della Chiesa ortodossa russa. Le didascalie in slavo ecclesiastico accompagnano le singole raffigurazioni e indicano i santi, come previsto dal canone dell’iconografia per ogni figura. Il cappuccio a croce e la striscia di tessuto tempestata di croci del santo monaco in basso a sinistra fanno parte della Grande Schima, il grado più elevato dell’abito monastico ortodosso, che veniva concesso solo ai monaci esperti.
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