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Binocolo Carl Zeiss 20x60 S, stabilizzazione meccanica dell'immagine, nella custodia, probabilmente primi anni '90 Binocolo Carl Zeiss, modello 20x60 S con meccanismo di stabilizzazione che funziona senza motore, batteria ricaricabile o pile e opera in modo puramente meccanico, probabilmente dei primi anni '90. Corpo nero con nervature longitudinali; sulla parte superiore una targhetta color argento con la scritta «ZEISS», sotto «West Germany» e la denominazione del modello in rilievo 20x60 S, numero di serie 666897 tra gli oculari, rotella di messa a fuoco in una cavità rettangolare, oculari con conchiglie in gomma, oculare destro con scala diottrica, coprioculari presenti, tracolla con scritta ricamata «Carl Zeiss Germany». Ottiche limpide, lenti trasparenti e senza graffi, coprilenti anteriori mancanti, ottime condizioni d’uso. Con custodia abbinata color argento con superficie ruvida, due chiusure a scatto, maniglia per il trasporto, inserto in schiuma grigia e adesivi «ZEISS» e «Germany» sul coperchio e all’interno dello stesso. Binocolo 28x16x8 cm (AxLxP), custodia 35x23x12,5 cm (LxLxA). Il modello 20x60 S è stato lanciato sul mercato nel 1990 ed è stato il primo binocolo al mondo dotato di stabilizzazione meccanica dell’immagine: un sistema di prismi montato su giunto cardanico, caricato a molla e smorzato magneticamente compensa il tremolio delle mani non appena il pulsante sul lato sinistro della custodia sblocca i prismi dal loro blocco magnetico. Lo stabilizzatore d’immagine puramente meccanico rende utilizzabile a mano libera l’ingrandimento venti volte, che altrimenti rimane stabile solo su un treppiede. Con un diametro dell’obiettivo di 60 mm, prismi di Porro e rivestimento multistrato T*, questo binocolo è destinato all’osservazione venatoria a lunga distanza, all’osservazione della natura e all’astronomia per la luna, i pianeti e gli oggetti del cielo profondo; è stato inoltre utilizzato nelle missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale ISS. La scritta angolare «ZEISS» con l’indicazione di provenienza «Germania Ovest» distingueva la Carl Zeiss Oberkochen dalla Carl Zeiss Jena durante gli anni della divisione; dopo la riunificazione dell’azienda nel 1991, il Gruppo Zeiss adottò il logo blu nel 1993/94. Il modello viene prodotto ancora oggi praticamente senza modifiche. Descrizione in tedesco Carl Zeiss, binocolo 20x60 S, stabilizzazione meccanica dell’immagine, in valigetta, probabilmente all’inizio degli anni ’90 Binocolo Carl Zeiss, modello 20x60 S con meccanismo di stabilizzazione che funziona in modo puramente meccanico, senza motore, batteria ricaricabile o batteria, probabilmente dei primi anni ’90. Corpo nero con nervature longitudinali, sulla parte superiore placchetta color argento con la scritta «ZEISS», sotto la quale è riportata la dicitura «West Germany» e la denominazione del modello 20x60 S in rilievo, numero di serie 666897 tra gli oculari, ghiera di messa a fuoco in una cavità rettangolare, oculari con conchiglie oculari in gomma, oculare destro con scala diottrica, coprioculari presenti, tracolla con scritta ricamata «Carl Zeiss Germany». Ottica limpida, lenti trasparenti e senza graffi, mancano i coprilenti anteriori, ottime condizioni d’uso. Con relativa custodia color argento con superficie strutturata, due chiusure a scatto, maniglia di trasporto, imbottitura in schiuma grigia e adesivi «ZEISS» e «Germany» sul coperchio e all’interno dello stesso. Binocolo 28x16x8 cm (AxLxP), custodia 35x23x12,5 cm (LxLxA). Il modello 20x60 S è stato lanciato sul mercato nel 1990 ed è stato il primo binocolo al mondo dotato di stabilizzazione meccanica dell’immagine: un sistema di prismi con sospensione cardanica, supportato da molle e smorzato magneticamente compensa il tremolio delle mani non appena il pulsante a pressione sul lato sinistro del corpo libera i prismi dal loro fermo magnetico. Lo stabilizzatore d’immagine puramente meccanico consente di utilizzare l’ingrandimento venti volte a mano libera, che altrimenti rimane stabile solo se montato su un treppiede. Con un diametro dell’obiettivo di 60 mm, prismi di Porro e rivestimento multistrato T*, questo binocolo è pensato come strumento di osservazione per la caccia a lunga distanza, per l’osservazione della natura e come binocolo astronomico per la Luna, i pianeti e gli oggetti del cielo profondo; è stato portato anche nelle missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale ISS. La scritta angolare «ZEISS» con l’indicazione di provenienza «West Germany» distingueva la Carl Zeiss Oberkochen dalla Carl Zeiss Jena negli anni della divisione; dopo la riunificazione dell’azienda nel 1991, il Gruppo Zeiss adottò il logo blu nel 1993/94. Il modello viene prodotto ancora oggi praticamente senza modifiche.
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