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live 14. November | 10:00 AM
Kunst- und Auktionshaus Quedlinburg

592 - Due braciere in ghisa, uno con una testa di drago come bocchetta di scarico del fumo

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Due braciere in ghisa, uno con una testa di drago come bocchetta di scarico del fumo Due braciere in ghisa. 1) Braciere dal design semplice con base affusolata e un alto vano per il carbone. Il bordo del coperchio è modellato a forma di fregio a zigzag, mentre le pareti laterali presentano ciascuna tre fessure ovali per l’aria. Il coperchio è incernierato sul retro; nella parte anteriore è tenuto fermo da una testa scolpita di uomo barbuto, montata su una staffa girevole. All’interno del coperchio è visibile il marchio di fusione in rilievo «C E K 4». Il manico curvo in legno poggia su due supporti fusi che si uniscono nella parte anteriore formando una maschera. In condizioni d’uso consone all’età, con una cerniera rotta. 22x10x23 cm (LxPxA), peso 3,7 kg. 2) Ferro da stiro della stessa struttura con una testa di drago interamente modellata all’estremità anteriore: la testa, con le fauci aperte, i denti scoperti e un collo squamato e scanalato, forma il camino attraverso il quale fuoriesce il fumo delle braci. Sul retro è presente un’apertura ad arco per il tiraggio; manca la piastra di chiusura girevole. Il manico in legno poggia anteriormente sul collo del drago e posteriormente su un supporto tornito; sotto di esso si trova uno scudo termico rotondo su cui è montata una targhetta con al centro un orso che cammina e la scritta circostante «Berliner Industrie». Il coperchio può essere rimosso completamente. In condizioni d’uso adeguate all’età, il manico presenta lievi fori di tarlo. 20x12x23 cm (LxPxA), peso 4,6 kg I ferri a carbone venivano riempiti con carbone incandescente inserito attraverso il coperchio incernierato; le fessure laterali e l’apertura di tiraggio sul retro garantivano il tiraggio, che veniva regolato dalla piastra di chiusura girevole. Il fumo doveva fuoriuscire verso la parte anteriore, lontano dalla mano e dal bucato. Da qui nacque l’idea progettuale più suggestiva di questi apparecchi: il camino era modellato a forma di testa di animale le cui fauci aperte espellevano il fumo; la testa era leggermente ruotata verso destra in modo che, per chi lo utilizzava con la mano destra, i fumi fossero convogliati lateralmente e non verso il viso. Lo scudo termico sotto il manico di legno teneva il calore ascendente lontano dal palmo della mano. L’orso che cammina sulla placca è l’animale araldico di Berlino e conferma l’iscrizione «Berliner Industrie»; ferri da stiro simili con testa di drago, presenti nelle collezioni museali, sono attribuiti all’azienda berlinese Grossag e datati tra il 1880 e il 1940. Nel XIX secolo i ferri da stiro a carbone sostituirono il ferro da stiro piatto e massiccio, che doveva essere riscaldato sui fornelli, e rimasero in uso fino alla diffusione del ferro da stiro elettrico. Descrizione in tedesco Due ferri da stiro a carbone in ghisa, uno con testa di drago come bocchetta di scarico Due ferri da stiro a carbone in ghisa. 1) Ferro dalle linee semplici con suola affusolata e alto vano per il carbone. Il bordo del coperchio è fuso a forma di fregio dentellato, mentre le pareti laterali presentano ciascuna tre fessure ovali per l’aria. Il coperchio è incernierato sul retro; nella parte anteriore è tenuto fermo da una testa maschile barbuta fusa in rilievo, montata su un’asta girevole. Sulla parte interna del coperchio è impresso in rilievo il marchio di fusione «C E K 4». Il manico ricurvo in legno poggia su due supporti fusi che convergono anteriormente in una maschera. In condizioni di usura tipiche dell’età, una cerniera rotta. 22x10x23 cm (LxPxA), peso 3,7 kg. 2) Ferro dello stesso tipo con testa di drago fusa a tutto tondo all’estremità anteriore: La testa, con la bocca aperta, i denti a vista e il collo squamato e nervato, forma il camino attraverso il quale fuoriesce il fumo delle braci. Sul retro è presente un’apertura di tiraggio a forma di arco; manca la lamiera di chiusura girevole. Il manico in legno poggia anteriormente sul collo del drago e posteriormente su un supporto tornito; sotto di esso si trova una piastra termica rotonda, sulla quale è apposta una placchetta con al centro un orso che cammina e la scritta «Berliner Industrie». Il coperchio può essere rimosso completamente. In condizioni di usura tipiche dell’età, manico leggermente tarlato. 20x12x23 cm (LxPxA), peso 4,6 kg I ferri da stiro a carbone venivano riempiti con carbone ardente, inserito attraverso il coperchio ribaltabile; le fessure laterali e l’apertura di tiraggio nella parte posteriore garantivano il tiraggio, mentre la lamiera di chiusura girevole lo regolava. Il fumo doveva fuoriuscire in avanti, lontano dalla mano e dal capo da stirare. Da qui nacque l’idea formale più caratteristica di questi apparecchi: il camino era fuso a forma di testa di animale, la cui bocca aperta espelleva il fumo; la testa era leggermente rivolta verso destra, in modo che il fumo, quando il ferro veniva maneggiato con la mano destra, si dirigesse di lato e non verso il viso. La lamiera termica sotto l’impugnatura in legno teneva il calore ascendente lontano dal palmo della mano. L’orso che cammina raffigurato sulla placchetta è l’animale araldico di Berlino e conferma la scritta «Berliner Industrie»; ferri da stiro simili con testa di drago presenti nelle collezioni museali sono attribuiti all’azienda berlinese Grossag e datati tra il 1880 e il 1940. Nel XIX secolo i ferri da stiro a carbone sostituirono il pesante ferro da stiro che doveva essere riscaldato sulla stufa e rimasero in uso fino alla diffusione del ferro da stiro elettrico.

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