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Sedia di Worpswede, poltrona con schienale alto, testa femminile intagliata, seduta in giunco, probabilmente del 1910 circa Legno, tinto scuro, sedia di Worpswede, poltrona con schienale alto, due montanti posteriori continui scanalati ai bordi, parte superiore sagomata e ritagliata con linee intagliate a scaglia e due fasce decorative intagliate traforate, sotto un pannello centrale in rilievo tra due barre verticali, busto di donna di profilo intagliato a filo, con copricapo; sotto, una traversa intagliata a scaglia con fori, tre barre corte e un’ulteriore traversa intagliata a scaglia; seduta in giunco, traversa anteriore della seduta sagomata e ritagliata; braccioli piatti sagomati con estremità a triplo lobo su supporti, gambe quadrate con scanalature e piedini a blocco, traverse costituite da barre tonde. Probabilmente intorno al 1910. Condizioni commisurate all’età, braccioli consumati dall’uso frequente, con la vernice sfregata in alcuni punti. 128x67x58 cm (AxLxP), altezza della seduta 49 cm. La sedia di Worpswede con schienale decorato e seduta in giunco ha avuto origine nella cerchia della colonia di artisti di Worpswede e, a partire dal 1908, è stata prodotta in serie a Tarmstedt e distribuita a livello internazionale. Questo modello di sedia risale ai progetti dei fratelli Heinrich Vogeler (1872-1942) e Franz Vogeler (1876-1915) per la loro Worpsweder Werkstätte, fondata nel 1908 come grande falegnameria a Tarmstedt, che impiegava fino a 30 falegnami, sellai e intrecciatori di giunco, fu rappresentata all’Esposizione Universale del 1910 a Bruxelles e fallì nel 1917. I disegni combinano ornamenti popolari e rurali, come l’intaglio a scaglia e i motivi intagliati sullo schienale, con le linee pulite dell’Art Nouveau e del primo Modernismo; oltre a tulipani, gigli, gufi e teste di cavallo, come decorazione dello schienale compaiono anche teste di profilo. Già intorno al 1905 la falegnameria W. Heinrich di Osterholz-Scharmbeck realizzava sedie simili in rovere e faggio, attività che Heinrich Vogeler rilevò nel 1906; in seguito anche l’azienda Feist di Osterholz-Scharmbeck e il falegname Heitshusen di Lesumstottel realizzarono sedie simili con seduta in giunco. L’intreccio in giunco di una seduta di questo tipo è costituito da un unico filo e richiede circa un giorno di lavoro. Descrizione in tedesco Sedia di Worpswede, poltrona con braccioli e schienale alto, testa di donna intagliata, seduta in giunco, probabilmente intorno al 1910 Legno, tinto scuro, sedia di Worpswede, poltrona con schienale alto, due montanti posteriori continui scanalati ai bordi, parte superiore dello schienale segata a forma di arco con linee intagliate a scanalatura e due nastri decorativi intagliati a traforo, sotto, una placca in rilievo centrale tra due montanti verticali, busto di donna in profilo intagliato in piano con copricapo, sotto una modanatura intagliata a scanalature con trafori, tre montanti corti e un’altra modanatura intagliata a scanalature, seduta con intreccio di giunco, cornice anteriore segata a forma di arco, braccioli piatti e ricurvi con estremità a tripla lobatura su supporti, montanti quadrati con scanalature e piedi a blocchetto, rinforzo con barre tonde. Probabilmente intorno al 1910. Condizioni di usura consone all’età, braccioli consumati dall’uso frequente, con la vernice consumata in quei punti. 128x67x58 cm (AxLxP), altezza della seduta 49 cm. La sedia di Worpswede, con schienale decorato e seduta in vimini, nacque nell’ambito della colonia di artisti di Worpswede e fu prodotta in serie a Tarmstedt a partire dal 1908, per poi essere distribuita a livello internazionale. Questo modello di sedia risale ai progetti dei fratelli Heinrich Vogeler (1872-1942) e Franz Vogeler (1876-1915) per il loro laboratorio di Worpswede, fondato nel 1908 a Tarmstedt come grande falegnameria, che impiegava fino a 30 falegnami, sellai e intrecciatori di giunco, fu presente all’Esposizione Universale di Bruxelles del 1910 e fallì nel 1917. I progetti uniscono l’ornamentazione popolare e contadina, come l’intaglio a scanalatura e i motivi intagliati sugli schienali, alle linee pulite dell’Art Nouveau e del primo Modernismo; oltre a tulipani, gigli, gufi e teste di cavallo, compaiono anche teste di profilo come decorazione degli schienali. Già intorno al 1905 la falegnameria W. Heinrich di Osterholz-Scharmbeck realizzava sedie simili in rovere e faggio, che Heinrich Vogeler rilevò nel 1906; in seguito anche l’azienda Feist di Osterholz-Scharmbeck e il falegname Heitshusen di Lesumstottel realizzarono sedie di questo tipo. L’intreccio di vimini di una seduta di questo tipo è costituito da un unico filo e richiede circa un giorno di lavoro.
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