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TERZIO, Francesco (di Bergamo). Ab AVIDUS o OSELLO, Gaspar. «Imagines Gentis Austriacae». Francisci Tertii Bergomatis, pittore di corte di Sua Serenissima Altezza Ferdinando, arciduca d’Austria, duca di Borgogna, conte del Tirolo ecc., dedicato all’invincibile imperatore romano Massimiliano II, sempre augusto, Prima parte delle immagini della nazione austriaca. Diocesi di Œnipontana (Innsbruck) o di Venezia, (1569-1573). Rilegatura in mezza pelle fulva del XIX secolo, dorso a nervature decorato con fioroni dorati, titolo dorato «Bergomas Imagines» (alcune antiche annotazioni manoscritte a inchiostro sui risguardi, alcune forature e macchie sparse, leggera colorazione nelle pieghe di alcune tavole, 2 lievi macchie d’umidità centrali su alcune pagine, tav. 17 con discreto strappo su un margine. Rilegatura leggermente sfregata). Magnifica e rara serie di incisioni sontuose, uno dei capolavori dell’arte incisoria rinascimentale. Esemplare della seconda edizione – arricchita da diverse figure – di questa serie di ritratti a figura intera dei sovrani affiliati agli Asburgo d’Austria, raffigurati nei loro abiti di corte. La prima edizione risalirebbe al 1558 (secondo Brunet). Commissionata da Ferdinando II del Tirolo, arciduca d’Austria (1529-1595), all’autore e disegnatore, Francesco Terzio, pittore ufficiale della sua corte, nell’ambito di una politica di propaganda imperiale volta alla diffusione di un’iconografia ufficiale degli Asburgo, al fine di renderne l’allegoria e di associare volti e simboli al potere. Con 52 grandi acqueforti in nero, pieghevoli e montate su linguette, stampate su carta vergata spessa. In formato in-folio (38,4 x 51,5 cm al bordo), numerazione incisa. Le tavole n. 5, 10, 13, 15, 17 sembrano mancare, ma gli esemplari sono raramente completi. Dopo il titolo inciso con lo stemma maggiore di Ferdinando II, la serie è introdotta da un’impressionante scena che ricorda un «Salvator Mundi»: il Cristo su un globo schiaccia un’allegoria dell’Inferno (con Caronte il traghettatore, lo scheletro della Morte, la Voluttà, un satiro). I ritratti raffigurano personalità di spicco, uomini o donne, della dinastia degli Asburgo, talvolta sovrani di altre corti europee, in abiti di corte o armature, inseriti in un frontone architettonico decorato. Le tavole costituiscono al contempo una serie poco conosciuta di Emblemata, ovvero le scenette esoteriche inserite nel frontone che corona ogni ritratto. La magnificenza e la precisione degli abiti contribuiscono a collocare questo album tra le serie di costumi di corte e di equipaggiamenti difensivi o cerimoniali di cui manca il riferimento in bibliografie come quella di Colas. Sebbene sia storicamente più fondato indicare Innsbruck come luogo di stampa, è possibile che una parte della tiratura sia stata realizzata successivamente, in Italia. Dopo la corte di Ferdinando II, Terzio vi fece ritorno intorno al 1570 (l’intervallo 1569-1573 spesso citato); inoltre, il nostro titolo inciso sembra presentare una versione diversa: una leggera modifica della tipografia nel titolo e l’aggiunta incisa di una menzione di Venezia in basso. Il titolo corrisponde all’edizione del 1569. Incisi in modo straordinario da Gaspare (da) Padova (detto anche Gaspar ab Avidus o Osello), del quale, nonostante la maestria artistica, si sa ben poco se non che era originario di Cittadella (provincia di Padova). Nessun esemplare conosciuto presso il CCFr. Solo pochi esemplari su WorldCat, principalmente in Germania. Provenienze: Biblioteca di Francesco Rizzo Patarol (1770-1833), conte e segretario della Cancelleria ducale di Padova, discendente da una famiglia veneziana, del Palazzo Rizzo Patarol, con il suo ex libris inciso con lo stemma tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo «Francesco Rizzo Patarol» - Timbro a stencil in inchiostro nero QUIRINIANAE con stemma a gigli, della Bibliotheca Querinia di Brescia, fondata nel XVIII secolo. Cicognara, 2114. Brunet, V, 728. Assente in Colas.
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