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[ESTACO, Aquiles o Achille STATIUS]. Inlustrium (sic) viror(-um) ut exstant in urbe expressi vultus. Roma, (Lafrery), 1569. Piccolo in-folio, titolo inciso, LII tavole. Pergamena d’epoca, dorso liscio, tagli macchiati (alcune macchie o segni sulla rilegatura e sul morsetto interno del volume su alcuni fascicoli, cerniera superiore leggermente spaccata ma interno rimasto in ottimo stato). Rara edizione originale di questa antica serie di incisioni all’acquaforte del XVI secolo. Con 52 acquaforti in nero raffiguranti busti o erme di personaggi greci e romani illustri o mitici, incisi su sfondo neutro e ombreggiato, con didascalie all’interno dell’immagine. Realizzata sulla base di reperti rinvenuti a Roma, questa serie attinge alle collezioni di Fulvio Orsini e della famiglia Farnese, oltre che ad alcune altre, e costituisce una delle fonti più importanti per i pittori del Rinascimento. Completa della pagina del frontespizio con portico, di cui si riscontrano piccole varianti; la nostra copia, infatti, è stata incisa prima della lettera di [Lafrery], l’editore. Sebbene talvolta si trovino menzioni di tavole mancanti nelle collezioni pubbliche, l’opera è generalmente considerata completa di 52 incisioni. Ogni figura reca un testo autografo che menziona (talvolta) il nome del personaggio raffigurato, nonché la provenienza, la collezione e una numerazione in basso a destra. Sebbene non firmato, l’opera è attribuita all’incisore Agostino Musi, detto Agostino Veneziano o Veneto (ca. 1490 – dopo il 1536). La prefazione è di Aquiles Estaço (Achille Stazio o Statius) (1524-1581), segretario di papa Pio V e del Concilio di Trento, ma in questo caso è rilegato solo l’atlante, senza il testo. Solo 2 schede al CCFr (BnF e Nizza). Antoine Lafrery (1512-1577) era originario della Franca Contea, editore e mercante di stampe, stabilitosi a Roma nel XVI secolo. Cicognara, 2120.
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