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Una roccia da studioso intagliata nel legno di bosso cinese Dinastia Qing, XVIII secolo Scolpita in modo spettacolare con cime frastagliate, profonde fessure e una superficie dalla texture brillante, recante l’iscrizione «Yutang Jinxue, Pushan zhen cang», alta 8 cm, con base alta 10,5 cm.(Dazi di importazione applicati sul prezzo di aggiudicazione) 落槌價徵收進口關稅 Roccia da studioso del XVIII secolo della dinastia Qing, intagliata nel legno di bosso con base in legno, recante le iscrizioni «Yutang Jinxue» e «Pushan zhen cang» Chen Jin (1807–1885), nome d’arte Xichun, soprannominato Pushan e in seguito Wuan Laoren, era originario del villaggio di Li’ao, a Liushi, Yueqing, nella provincia dello Zhejiang. Nel 1858 ottenne il grado di suigongsheng. Appassionato lettore fin dall’infanzia, entrò in una scuola privata all’età di sette anni e, crescendo, si dedicò alla ricerca di libri, con una particolare passione per il collezionismo di opere rare e antiche. La sua biblioteca arrivò a comprendere più di 20.000 volumi, conservati nello “Yunxiang Jingshe” (Studio dei Libri Profumati). Seguendo il modello bibliografico del *Siku Quanshu Zongmu Tiyao* (Catalogo annotato della Biblioteca completa dei quattro rami), compilò lo *Yunxiang Jingshe Shumu*, in cui registrò gli autori e le biografie ufficiali delle opere della sua collezione. Il catalogo è considerato un’importante testimonianza della storia locale del collezionismo librario. Chen Jin dedicò la sua vita al collezionismo di libri. Acquistava libri a costi considerevoli e non si lasciava scoraggiare nemmeno quando le sue risorse si esaurivano. La sua collezione abbracciava i Quattro Rami — Classici, Storia, Filosofia e Letteratura — e, al suo apice, comprendeva più di 590 titoli e 20.000 volumi. Insieme alla collezione del fratello minore, Chen Hou-shi, si diceva che i due fratelli possedessero circa 30.000 volumi. Il poeta Lin Dachun lodò i fratelli in versi: «Alla ricerca delle radici del sapere, ammiro i due fratelli Chen; trentamila tavolette riempiono i loro scaffali, mentre mille anni di storia risiedono nelle loro menti». Particolarmente versato in storia, Chen Jin dedicò i suoi ultimi anni alla conservazione del patrimonio letterario della sua regione natale. Copiò personalmente gli scritti degli studiosi locali del passato e ricercò testi incompleti, restaurandoli ove possibile. Tra i suoi scritti figurano il *Cangshu Ji* (Cronaca del collezionismo librario), il *Wenmiaoxiang Tang Yincao* in quattro volumi e altre opere letterarie. Inoltre, integrò e curò sei volumi del *Baishi Shanzhi*, pubblicato nel 1883. La sua biblioteca fu successivamente distrutta da un incendio e dai saccheggi bellici, e gran parte della sua collezione andò perduta. La sua vita di collezionista e la sua eredità accademica, tuttavia, rimangono documentate in fonti successive, rendendolo una figura importante nella storia del collezionismo librario nel Zhejiang meridionale durante la tarda dinastia Qing. Chen Rui (1807–1885), con il nome di cortesia Xichun, lo pseudonimo Pushan e, in età avanzata, lo pseudonimo Wuan Laoren, era originario del villaggio di Li’ao, a Liushi, nella contea di Yueqing, nella provincia dello Zhejiang. Nell’ottavo anno dell’era Xianfeng (1858) ottenne il titolo di «studente meritevole». Fin da bambino era appassionato di libri,a sette anni entrò in una scuola privata e, una volta cresciuto, si dedicò alla ricerca di testi classici, con una particolare predilezione per l’acquisto e la conservazione di libri antichi. La sua collezione superava i ventimila volumi,conservata nella «Yunxiang Jing She»; seguendo lo stile del *Siku Quanshu Zongmu Tiyao*, compilò il *Catalogo della Yunxiang Jing She*, in cui registrò dettagliatamente gli autori e le provenienze dei testi in suo possesso, opera considerata di grande importanza per la storia locale del collezionismo librario. Chen Wei trovò gioia nel collezionare libri per tutta la vita; sebbene li acquistasse spesso a prezzi elevati, non se ne pentì nemmeno quando rimase senza un soldo. La sua collezione comprendeva le quattro categorie di testi classici: Classici, Storia, Filosofia e Antologie, e raggiunse un tempo oltre 590 titoli e più di 14.000 volumi; sommata a quella di suo fratello Chen Haoshi,era nota come «i trentamila rotoli». Il poeta Lin Dachun una volta lodò i due fratelli con questi versi: «Proseguendo gli studi alla ricerca delle origini, amo i due signori Chen. Trentamila rotoli sugli scaffali, gli avvenimenti di tutti i tempi nel cuore». Chen Rui eccelleva in particolare nella storiografia; in età avanzata si dedicò con grande impegno alla ricerca di documenti locali, trascrivendo personalmente le opere dei saggi del passato e raccogliendo e ricomponendo i testi frammentari. Tra le sue opere figurano *Zangshu Ji* (*Cronaca della collezione di libri*), *Wen Miaoxiang Tang Yincao* (*Appunti poetici della Sala del Profumo Meraviglioso*) e una raccolta di saggi; inoltre, curò la compilazione dei sei volumi di *Baishishan Zhi* (*Cronaca del Monte Baishi*),pubblicato nel nono anno dell’era Guangxu (1883). La sua biblioteca subì in successione un incendio e saccheggi dovuti ai disordini bellici, per cui gran parte dei testi in essa conservati andò perduta; tuttavia, le testimonianze relative alla sua collezione e alle sue opere sono ancora presenti nei documenti dei secoli successivi e costituiscono un’importante testimonianza della cultura bibliografica della Zhejiang meridionale durante la tarda dinastia Qing.
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