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79 - Un raro e magnifico vaso balaustra cinese “yangcai” della famiglia rosa, dalle proporzioni imponenti

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14.000 £ (16.720 €)

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Un raro e magnifico vaso balaustra cinese “yangcai” della famiglia rosa, dalle proporzioni imponenti Dinastia Qing, periodo Qianlong/Jiaqing Riccamente smaltato con fiori e foglie Baoxiang finemente dettagliati su uno sfondo rosa a volute in imitazione dello sgraffito; la spalla presenta bordi broccati, mentre il registro inferiore è caratterizzato da un angolo ripiegato che imita il tessuto, racchiudente pipistrelli e pietre musicali sospese; il collo leggermente svasato presenta bordi a lembi formali delineati da volute intrecciate e racchiude fiori, ripresi da un’ulteriore fascia a lembi alla base, anch’essa con fiori; l’interno è turchese, la base non smaltata; altezza 61 cm. Provenienza: Acquistato, secondo quanto si dice, in Cina intorno agli anni ’60 dal magnate dei trasporti marittimi Elias Calogeras (1933-2018) durante un viaggio d’affari, e da allora tramandato in famiglia fino all’attuale proprietario. Grande vaso con motivi floreali in stile occidentale su fondo rosa, dinastia Qing, periodi Qianlong/Jiaqing Provenienza: secondo la tradizione, acquistato in Cina intorno agli anni ’60 dal magnate della navigazione Elias Calogeras (1933–2018) durante un viaggio d’affari, e successivamente tramandato di generazione in generazione all’interno della famiglia fino all’attuale proprietario. Le testimonianze scritte dettagliate relative alle prime fasi dello stile Yangcai rimangono scarse. Si ritiene generalmente che esso sia emerso verso la fine del periodo Kangxi, in seguito al successo ottenuto dallo sviluppo dello stile Falangcai su corpo di porcellana nella corte imperiale, e che abbia raggiunto il suo massimo splendore durante il regno di Yongzheng. Secondo gli Archivi Zaobanchu: Laboratorio Falangcai (Huojidang: Falang zuo), una voce datata dodicesimo giorno del settimo mese del sesto anno del regno di Yongzheng (1728) riporta: «Il principe Yi ha presentato […] pigmenti Falangcai di nuova raffinazione: bianco-luna, bianco, giallo, verde […] nove colori in tutto […] accertare le quantità dei colori bianco-luna e polline di pino e fornirle a Nian Xiyao per la cottura della porcellana». Nian Xiyao ricoprì la carica di sovrintendente alle porcellane a Jingdezhen dal quarto al tredicesimo anno del regno di Yongzheng (1726–1735). Questo documento suggerisce che, intorno al sesto anno (1728), le fornaci imperiali di Jingdezhen potessero già produrre oggetti in stile Yangcai. Inoltre, nel settimo mese del settimo anno (1729), Nian Xiyao inviò alla capitale due esperti pittori di smalti, Zhou Yue e Wu Shiqi, provenienti dal Jiangxi. Questo episodio fornisce un’ulteriore prova del fatto che la pittura su porcellana Yangcai fosse già praticata a Jingdezhen all’epoca. Nel tredicesimo anno del regno di Yongzheng (1735), l’Iscrizione sulla stele relativa alle questioni ceramiche (Taowu xulüe beiji) di Tang Ying afferma: «I vasi Yangcai furono introdotti nella nostra dinastia imitando il metodo occidentale della smaltatura dipinta Falangcai; figure, paesaggi, fiori e uccelli erano tutti resi con squisita delicatezza e raffinatezza realistica». Nel loro insieme, queste testimonianze suggeriscono che, già nel periodo Yongzheng, la produzione di Yangcai a Jingdezhen fosse diventata tecnicamente sofisticata e saldamente consolidata. La prima definizione formale conosciuta di Yangcai risale all’ottavo anno del regno di Qianlong (1743). Nella sezione dedicata alle ceramiche Yangcai in “Spiegazioni illustrate sulla produzione ceramica” (Taoye tushuo), Tang Ying, allora sovrintendente alle porcellane, scrisse: «I manufatti bianchi dalla forma di vasi a fusto dritto sono dipinti con colori policromi, imitando gli stili occidentali; per questo vengono chiamati Yangcai. I pittori esperti e ben versati nell’arte devono prima macinare e mescolare finemente i vari pigmenti… I pigmenti utilizzati sono gli stessi dei colori Falangcai, e vi sono tre metodi per prepararli: uno prevede l’uso dell’olio yunxiang [un olio di produzione locale utilizzato come sostituto dell’olio smaltato importato], uno prevede l’uso di acqua con colla e uno prevede l’uso di acqua pura. I colori a base di olio sono adatti per le sfumature e le miscelazioni; quelli mescolati con la colla sono adatti per sfregare e passare il pennello; mentre i colori preparati con acqua pura sono adatti per dare spessore e riempire la decorazione. Durante la pittura, alcuni pittori lavorano con il vaso appoggiato su un tavolo, altri lo tengono tra le mani, mentre altri ancora si sdraiano accanto ad esso a un livello più basso. Ciascuna posizione viene adottata in base alle dimensioni e alla forma del vaso, in modo da facilitare il movimento del pennello.” La spiegazione di Tang Ying mette in luce due caratteristiche distintive dello Yangcai. In primo luogo, era caratterizzato da una ricca tavolozza, con pigmenti molto simili a quelli utilizzati per il Falangcai. In secondo luogo, i suoi vasi potevano avere forme complesse, costringendo i pittori che lavoravano su pezzi di grandi dimensioni ad adattare la propria postura e l’angolo di approccio alla forma del vaso. Durante il regno di Qianlong, sotto la supervisione di Tang Ying, la porcellana Yangcai delle fornaci imperiali di Jingdezhen entrò in un periodo di notevole fioritura. Le sue forme e decorazioni divennero sempre più elaborate, mentre sia la gamma che il volume della produzione superarono di gran lunga quelli del periodo Yongzheng. Allo stesso tempo, la produzione di porcellana venne regolata con sempre maggiore precisione dai gusti e dalle preferenze dell’imperatore. Un tipo di vaso riportato negli archivi di palazzo sembra avere una stretta relazione con questo grande vaso Yangcai a fondo rosa presente nell’asta. Una voce nel Registro di Palazzo (Palace Wo)

Testo tradotto da DeepL.
Fa fede solo la versione originale

Asta

Arte cinese, giapponese e del Sud-Est asiatico: Parte I
martedì 3 novembre
11:00 AM
70/76 Knights Hill, West Norwood
SE27 0JD London, Regno Unito

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