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[Incunabolo illustrato]. [La nave dei folli. Latino. 1497]. BRANT (Sebastian). Stultifera navis... tradotta in latino da Iacobum Locher... Basilea, Johann Bergman de Olpe, 1° marzo 1497. In-4, CXXXXV f., [3] f. (indice), fig., pelle di montone color havana screziata, dorso decorato, etichetta con il titolo, triplo filetto dorato sui piatti, bordatura interna, tagli dorati [Riviere] (difetti tra cui il piatto superiore staccato; piccoli fori di tarlo, alcuni interventi di restauro, rare macchie). Importante e preziosa prima edizione in latino della celebre «Nave dei folli» di Sebastiano Brant (Strasburgo, 1458-1521), notevole satira sulla condizione umana in cui vengono descritti i molteplici aspetti della follia degli uomini. La traduzione è opera di Jakob Locher (1471-1528), scrittore e filologo umanista tedesco, che dovette la sua notorietà proprio a quest’opera. L’ammirevole illustrazione dell’opera ha contribuito a forgiarne la notorietà, fin dalla sua prima edizione tedesca apparsa nel 1494. Si compone di 117 grandi figure incise su legno, di cui almeno 74 realizzate sulla base di composizioni del pittore Albrecht Dürer. La rilegatura è stata realizzata a Londra da Robert Rivière, tra il 1840 e il 1860 circa, come attesta il timbro presente su una pagina di guardia «Bound by Riviere». È stato oggetto di restauri in passato (angoli, cappucci...) e il suo piatto superiore è staccato. Lievi segni di tarli all’inizio del volume, che poi si attenuano: a partire dal f. 25, un solo segno sull’immagine e due a margine; a partire dal f. 41, solo un foro sull’immagine, e così via fino al f. 76, e nessun foro fino alla fine del volume. Restauro nel margine inferiore del titolo, in un angolo del f. XXVII, piccola lacerazione restaurata al f. CXL. Si osservano alcuni discreti interventi antichi sulle immagini: f. XCIX, il giullare leggermente colorato; f. LIIII, due guinzagli aggiunti per i cani; al f. XIIII, parti intime del piccolo arciere nascoste, mentre, al contrario, è stato aggiunto un discreto organo genitale alla figura del giullare che emerge dal terreno, f. XV. Provenienza: Cecil Dunn-Gardner (1827-c. 1880), bibliofilo inglese la cui collezione fu venduta in gran parte a Londra da Sotheby’s nel giugno 1880 (menzione autografa siglata alla fine del volume); nota di collazione «Perfect» della libreria Bernard Quaritch del febbraio 1912. (ISTC ib01086000; GW 5054; Pellechet 2820; Hain-Copinger 3746; Schreiber 3567; Brunet I, 1203-1204: «[...] è difficile trovare esemplari ben conservati»).
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