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Olivier DEBRÉ (1920-1999) "Sepia tache violette", 1969 Olio su tela Intitolato, firmato, datato e dedicato "a François e Maylis" sul retro della tela 55 x 65 cm Incorniciata PROVENIENZA: Casa d’aste di Calais, Maître Éric Pillon, vendita del 10 dicembre 1989. (Alcune mancanze di pittura negli angoli sinistri) Scheda: Figlio del pediatra Robert Debré e nipote del pittore Édouard Debat-Ponsan, Olivier Debré si forma inizialmente in architettura all’École des Beaux-Arts di Parigi e frequenta l’atelier di Le Corbusier, prima di dedicarsi alla pittura all’inizio degli anni ’40. I suoi ripetuti incontri con Pablo Picasso influenzano le sue prime ricerche sul segno. Nel 1949, la sua prima mostra personale alla Galleria Bing lo mette in contatto con Pierre Soulages, Hans Hartung, Gérard Schneider e Jean-Michel Atlan, figure di spicco dell’astrattismo del dopoguerra, e già dal 1950 partecipa al Salon de Mai. Dopo i segni-personaggi degli anni ’50, a partire dal 1960 Debré si orienta verso il paesaggio. Spesso dipinti en plein air, in Touraine e sulle rive della Loira, i suoi «segni-paesaggi» dispiegano ampi campi di colore fluido, con i bordi ricchi di concrezioni: una «astrazione fervente», secondo le sue stesse parole, attraverso la quale affermava di voler «creare un Courbet astratto ». L’opera presentata, datata 1969, appartiene a questo periodo di piena maturità. Il suo successo è internazionale già dal 1959, con le mostre alla galleria Knoedler di New York e alla Phillips Collection di Washington, dove incontra Mark Rothko, Franz Kline e Jules Olitski. Seguiranno i grandi sipari della Comédie-Française (1987) e dell’Opera di Hong Kong, poi la retrospettiva alla Galerie nationale du Jeu de Paume nel 1995. Eletto membro dell’Accademia delle Belle Arti poco prima della sua morte, ha dato il nome al Centro di creazione contemporanea Olivier Debré di Tours.
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