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live 12 novembre | 04:30 PM
Karl & Faber

424 - Rembrandt Harmensz. van Rijn (1606 Leida - Amsterdam 1669), Cristo che predica (“La Petite Tombe”).

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60.000 - 80.000 €

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34%

Rembrandt Harmensz. van Rijn (1606 Leida - Amsterdam 1669), Cristo che predica (“La Petite Tombe”). Incisione e puntasecca su carta vergata, filigrana “Giglio di Strasburgo” (cfr. Hinterding, variante B-h). (1657 circa). 15,3 x 20,6 cm (foglio). Bartsch 67; White/Boon 67 I (di II); Hinterding/Rutgers (The New Hollstein) 298 I (di II). Provenienza: Albertina, Vienna, con il suo timbro duplicato sul retro (Lugt 5f), utilizzato per i duplicati dismessi a partire dal 1922. Una buona impressione, nitida e stampata in modo uniforme, con la filigrana citata da Hinterding (New Hollstein, p. 270) come caratteristica delle impressioni del primo stato. La composizione si distingue per la sua concentrazione. Von Seidlitz la considerava una delle più grandi composizioni di Rembrandt, caratterizzata dall’unità e dai potenti effetti di luce. Per le singole figure e i gesti, Rembrandt attinse dai maestri del passato, mentre la disposizione semicircolare delle figure attorno a Cristo è stata messa in relazione con la «Disputa» di Raffaello. Tuttavia, grazie al suo magistrale uso del chiaroscuro, Rembrandt trasformò queste fonti in una composizione suggestiva e altamente personale, in cui Cristo e i suoi ascoltatori formano un gruppo straordinariamente coeso, libero dalla teatralità barocca. Il titolo tradizionale «La Petite Tombe» deriva da un malinteso. Nell’inventario del 1679 del mercante di stampe di Amsterdam Clement de Jonghe, la lastra era descritta come «La toombisch plaatjens», in riferimento al collezionista La Tombe, fratello dell’amico di Rembrandt Jacob de La Tombe, che in precedenza ne era stato proprietario. Il nome fu successivamente scambiato per il francese «la tombe» («la tomba»), forse a causa della piattaforma rialzata su cui si erge Cristo, che poteva essere interpretata come un sarcofago (Schaar). La lastra fu separata in tempi remoti da quelle acquisite successivamente da Basan, fu acquistata da Colnaghi’s, a Londra, nel 1830, e da allora non se ne hanno più avute notizie. È ora considerata perduta. – L’angolo in alto a destra ed entrambi gli angoli inferiori presentano minime perdite di carta, rinforzati sul retro. L’angolo in alto a sinistra è leggermente sfregato sul retro. Una piccola perdita di carta sul bordo superiore sinistro, rinforzata e abilmente ritoccata. Sul retro è presente una piega verticale centrale appiattita, oltre a tracce e residui di un precedente montaggio. Per il resto in buone condizioni. Tassazione: tassazione differenziale (IVA: regime del margine).

Testo tradotto da DeepL.
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Asta

Asta 348 | Maestri antichi e stampe del XIX secolo
giovedì 12 novembre
04:30 PM
Amiraplatz 3
80333 Munich, Germania

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